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19 settembre 2020, Aggiornato alle 22,47
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Il rilancio delle crociere in Italia

Con un Mediterraneo in "pausa" dopo la crescita esponenziale, è tempo di riorganizzarsi. L'assessore del mare del Comune di Napoli vuole un tavolo tra operatori e amministrazione cittadina


Il rilancio della crocieristica in Italia deve passare per una sinergia turistica terra-mare: attrarre i passeggeri in città, dando a quest'ultima però la possibilità di inserirli in servizi dedicati. È l'appello lanciato alla settima edizione di Shipping and the Law, l'appuntamento annuale organizzato dallo Studio Legale Lauro che si è tenuto il 25 e 26 ottobre a Napoli, all'Univesità Suor Orsola Benincasa. Presenti oltre 200 tra armatori, avvocati marittimisti, banchieri, gestori di fondi di investimento, broker e altri operatori del settore marittimo provenienti da tutto il mondo. La manifestazione ha visto due tematiche nuove: i big data nello shipping e lo stato dell'arte dei mercati petroliferi. Inoltre, c'è stata una simulazione di arbitrato e mediazione interpretata da alcuni tra i più famosi arbitri, avvocati e mediatori internazionali. 
 
La stimolazione del mercato crocieristico, secondo i relatori, deve venire da una sinergia "turistica" tra porto e città.  Per Napoli, secondo l'organizzatore di Shipping and Law Francesco Saverio Lauro (primo presidente dello scalo partenopeo) potrebbe essere quella di «proseguire il lavoro iniziato alla fine degli anni '90 quando da presidente dell'Autorità portuale aprii la zona del Beverello alla città, aprimmo la darsena Borbonica e iniziammo i lavori sul molo San Vincenzo. L'opera doveva proseguire anche con attività ricreative e per il tempo libero che avrebbero vivacizzato l'area per 16 ore al giorno». Una maggiore complementarietà tra offerta turistica di terra e di mare, che l'assessore al mare del Comune di Napoli Daniela Villani sposa lanciando l'idea di un tavolo tra l'amministrazione comunale e gli operatori delle crociere. 
 
Nella mattina del 26 si è discusso dell'impatto economico delle crociere in Europa, che è attualmente pari a 17 miliardi di euro, di cui la maggiore beneficiaria è l'Italia, dove il peso del settore sul suo Pil tocca quota 4 miliardi. Nel 2015, 30 milioni di crocieristi hanno navigato nel Mediterraneo, di cui 11 milioni nel Belpaese. «Il Mediterraneo è l'area di core business per noi», ha affermato Leonardo Massa, country manager per l'Italia di Msc Crociere. Un mare che però sta affrontando il più consistente calo crocieristico dall'inizio degli anni 2000. Napoli, per esempio, nel 2017 dovrebbe perdere circa 300mila crocieristi scendendo sotto la soglia del milione di movimentazione annuale. La buona notizia, secondo il consulente del ministero dei Trasporti Ivano Russo, è che con il nuovo assetto della portualità la promozione sarà più efficace. «Non avremo più 24 porti che vanno in giro per il mondo a presentare offerte risibili agli occhi dei grandi operatori internazionali di merci e passeggeri ma potremo competere meglio in un quadro di coordinamento nazionale», spiega Russo. «Stiamo lavorando anche sulle infrastrutture – continua -, come a Palermo, dove dopo vent'anni abbiamo posto le precondizioni per costruire il terminal crociere, ma anche a Civitavecchia dove il mese prossimo partono i lavori per il nuovo terminal e lavoriamo anche per migliorare i porti di Livorno e La Spezia, senza dimenticare le nuove destinazioni: nel 2017 anche Taranto avrà i primi attracchi di crociere».