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27 novembre 2021, Aggiornato alle 09,59
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Il porto di Rotterdam testa grandi droni

Un "Avy Aera" da 12 chili, quadricottero con ali, molto utile per monitorare le attività più delicate, come il bunkeraggio. Il programma dell'autorità portuale prevede decine di voli l'anno prossimo

Avy Aera in azione nel porto di Rotterdam (portofrotterdam.com)

a cura di Paolo Bosso

Primo test pilota avvenuto con successo nel porto di Rotterdam per utilizzare sistematicamente i droni in uno dei principali scali commerciali d'Europa. Non stiamo parlando dei Mavic pro o di tutti quei velivoli che si comprano su Amazon, ma di oggetti di qualche chilo di peso, in grado di trasportare chili di cose, molto più veloci e resistenti, e con sofisticate apparecchiature di rilevamento.

La scorsa settimana una sezione della banchina del canale Yangtze del porto olandese è stata trasformata in un porto per droni per dimostrare le capacità di una tipologia a lungo raggio, l'Avy Aera della società locale Avy. L'iniziativa rientra nel programma Drone Port of Rotterdam, avviato da qualche anno dall'autorità portuale e che per l'anno prossimo prevede un volo a settimana, a partire dall'inizio dell'anno, per almeno cinque mesi. Durante i giorni del test della settimana scorsa sono stati effettuati diversi voli sopra Amaliahaven, Arianehaven e Alexiahaven. Principalmente, attività di sorveglianza e monitoraggio delle navi e dei terminal. Per esempio, un drone può rivelare molto più tempestivamente se viene lasciato un serbatoio aperto.

Entrando nel dettaglio del test, il drone è un modello sia ad ali che quadricottero: le pale gli permettono di decollare ed atterrare verticalmente, le ali di volare molto più velocemente e stabilmente. Avi Aera pesa 12 chili e può portare fino a un chilo e mezzo di peso. È lungo 1,3 metri con un'apertura alare di 2,4 metri, ha un'autonomia di 55 minuti e 60 chilometri di raggio. Può raggiungere una velocità di oltre 70 chilometri orari (per maggiori informazioni, rimandiamo al sito dell'azienda). Nel test di Rotterdam, è stato comandato da una docking station gestita da Avy, situata sulla banchina Yangtze. Presso l'harbour coordination center nel World Port Center veniva trasmesso lo streaming, dove funzionari del porto, uomini della capitaneria, ingegneri, imprenditori, osservavano l'attività. Il drone ha ispezionato le attività marittime di banchina e quelle fluviali; ha monitorato il bunkeraggio, l'inquinamento delle acque, le operazioni di trasbordo, ha catalogato le zone pericolose e quelle soggette a maggior inquinamento. Potrebbe essere molto utile, per esempio, ad aiutare la Capitaneria a pattugliare, o a partecipare dall'alto alle emergenze, agli incidenti e alle ispezioni.

Il prossimo test per il porto di Rotterdam è stato programmato per l'inizio dell'anno prossimo. Verrà utilizzato un nuovo modello, l'Avy Aera V3 più veloce e in grado di volare in condizioni meteo più critiche. Al programma Drone Port of Rotterdam possono partecipare e sperimentare questi droni, su richiesta, anche aziende esterne.

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Tag: rotterdam - droni