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Porto di Napoli
15 dicembre 2018, Aggiornato alle 12,25
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Armatori

Il lento oblio del marine insurance

Gli armatori tagliano i costi assicurativi e i margini di guadagno per le compagnie si riducono sempre di più


di Johnny DulbeccoDL News


Se non cambia qualcosa il marine insurance italiano rischia di diventare un settore per amanti del genere, nel senso che sarà sempre più difficile assicurare qualcosa perché i margini non permetteranno più un'adeguata profittabilità per le compagnie tradizionali, cioè le nostre. Fare gli armatori al giorno d'oggi è diventato un mestiere difficilissimo, ma non si può pensare di sopravvivere riducendo sempre i costi di gestione e soprattutto costi dell'equipaggio e assicurativi, che poi alla fine sono strettamente correlati.

 

[…] Il Marine si è lasciato "marginalizzare" all'interno delle Compagnie, ma è il mercato che marginalizza i rami assicurativi con minor guadagno. Forse, anche per via della crisi economica mondiale, si è cercato di "aiutare", con spirito lodevole, ma talvolta un po' troppo chi era in difficoltà, al di là di ogni risultato economico, complice anche una nuova e più spietata concorrenza globale, che fa leva su maggiori profitti derivanti da altri settori.

 

Ma questo "modus operandi" come un vento che passa da scirocco a tramontana cambierà, o è già cambiato, e mai espressione può essere appropriata, visto che la passata stagione degli uragani ha causato catastrofi e perdite per 330 miliardi di Usd (fonte Munich Re) e anche il grande "guru" della finanza, Warren Buffett azionista di maggioranza di Berkshire Hathaway subirà il primo anno di sottoscrizioni in perdita in 15 anni (si stima una cifra di 3 miliardi di Usd causata da 3 uragani e il terremoto in Messico).

 

Anche se, le attuali condizioni possono apparire come un "vecchio veliero", nuovi orizzonti appaiono, e c'è già chi si sta attrezzando per raggiungerli, fare un salto di qualità e sopravvivere; per gli altri ci sarà veramente un lento oblio.