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Porto di Napoli
18 dicembre 2018, Aggiornato alle 16,30
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Armatori

I marittimi imbarcati non possono votare, la denuncia dei giovani di Confitarma

Un diritto negato di cui ha parlato a Bruxelles l'armatrice Marialaura Dell'Abate nel corso dell'European Shipping Week


Sono più di 40mila i marittimi italiani che in occasione di consultazioni elettorali in Italia si trovano a bordo di navi e non hanno la possibilità di trasmettere le loro preferenze anche se è internazionalmente riconosciuto che stanno lavorando sul territorio italiano, con la presenza inoltre del comandante che potrebbe assicurare la regolarità del voto su una nave. Si tratta dunque di un diritto palesemente negato, come ha spiegato ieri a Bruxelles la giovane armatrice Marialaura Dell'Abate del Gruppo Amoretti di Parma e membro del Gruppo Giovani Armatori di Confitarma, intervenendo alla conferenza principale dell'European Shipping Week.

"L'unica alternativa - ha precisato Dell'Abate - è quella di non essere imbarcati nel giorno delle elezioni. Si tratta di una sorta di cittadini invisibili: lavorano, pagano le tasse, ma non sono in grado di esercitare il diritto di voto perché imbarcati su petroliere, navi portacontainer e navi da crociera in navigazione lontano dall'Italia".

"Siamo uno dei pochi paesi - ha aggiunto l'armatrice - che non ha ancora trovato una soluzione al problema. Il comandante di una nave è, in effetti, un funzionario di stato civile: nessuno gli può impedire di svolgere le funzioni di un presidente di seggio elettorale. I nostri politici – ha concluso Dell'Abate - si sono dimenticati di questo problema e credo che sia giunto il momento di trovare una soluzione".