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28 ottobre 2021, Aggiornato alle 14,00
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Logistica

Green pass e autotrasporto, un terzo non è vaccinato

Il presidente di Conftrasporto, Paolo Uggé: "Incognita enorme sui rifornimenti e il funzionamento della logistica". Laghezza (Confetra): "Carenza strutturale di autisti"

(U.S. Department of Agriculture/Flickr)

«Siamo per i vaccini, convinti che siano una misura di sicurezza indispensabile. Ma nell'autotrasporto il 30 per cento degli operatori non è vaccinato. Sono in gran parte lavoratori stranieri, ma ci sono anche diversi italiani». Il presidente di Conftrasporto-Confcommercio, Paolo Uggè, ha scritto al premier Mario Draghi e al ministro delle infrastrutture Giovannini, tra gli altri, per denunciare il rischio di blocchi nella catena di distribuzione dei rifornimenti garantita dall'autotrasporto nei giorni successivi all'entrata in vigore del green pass obbligatorio sul posto di lavoro, che sarà il 15 ottobre. 

Dello stesso avviso, il presidente di Confetra Liguria, Alessandro Laghezza. «In una situazione strutturalmente difficile, perché tutto il sistema è sotto pressione da tempo, se venerdì ci accorgiamo che il 20 o il 30 per cento degli autisti non parte, il sistema si blocca. Siamo molto preoccupati», ha detto. «Il problema principale - spiega - è quello dei trasporti, c'è una carenza strutturale di autisti e purtroppo a questa si aggiungono serie fattori critici che creano una tempesta perfetta».

Sono due le cose che Conftrasporto chiede: che le norme del green pass siano applicate anche a coloro che entrano in Italia per effettuare attività di trasporto, e che si adottino comunque le condizioni del protocollo a suo tempo definito. «Fra due giorni si rischia il caos, con un'incognita enorme nei rifornimenti e sul funzionamento regolare dei trasporti e della logistica», avverte Uggè, che guida anche la Federazione nazionale degli Autotrasportatori Italiani (FAI). 

«La gran parte dei nostri aderenti non si riconosce nelle iniziative violente di protesta, che Conftrasporto condanna fermamente – conclude Uggè – Pur tuttavia, il rischio che si determinino iniziative spontanee autogestite esiste. Ricordo che senza i trasportatori, in piena pandemia il Paese si sarebbe bloccato e che, anche grazie all'attività di informazione e comunicazione interna della nostra Confederazione e delle associate territoriali, i contagi nel settore sono stati tutto sommato contenuti».

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