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20 novembre 2019, Aggiornato alle 16,04
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Grandi navi Venezia, tavolo senza il MIT

Assente il ministero dei Trasporti nell'ultima riunione degli stakeholders, che si è tenuta lo stesso

Venezia vista da un satellite

Ci vorrà ancora tempo prima di vedere gli scali diffusi al porto di Venezia, dove distribuire le grandi navi da crociera evitando il transito per il bacino di San Marco. Il nuovo sistema di approdi lontano dal centro della città potrebbe arrivare questo inverno, nei primi mesi del 2020, ma con le consultazioni parlamentari in corso la situazione è sostanzialmente sospesa.

Giovedì, nel capoluogo veneto, si è tenuto il tavolo tecnico voluto dal ministero dei Trasporti per raccogliere le proposte locali, delineare un piano e successivamente decretare gli approdi diffusi che saranno probabilmente nella zona di Marghera. Al tavolo, però - dove ci sono la Regione Veneto e il Comune di Venezia, le autorità di controllo, i terminalisti e le compagnie crocieristiche - non si è presentato nessun funzionario del dicastero. In ogni caso la riunione ha avuto luogo, ha analizzato le proposte e valutato criticità, senza infine poter decidere molto. 

I tempi sono lunghi. Le grandi navi da crociera potrebbero andare via dal centro di Venezia non prima di questo inverno, se non nei primi mesi del 2020, perché bisognerà realizzare materialmente gli approdi, attrezzando le banchine allo sbarco di turisti. Le stazioni di Fusina e Lombardia, da dove partono rispettivamente chiatte e treni per il trasporto pubblico, saranno probabilmente alcune di queste nuove destinazioni. Si è calcolata una spesa intorno al milione e mezzo di euro per attrezzare le banchine con i servizi, allestire la segnaletica e riorganizzare il traffico. In ogni caso si tratterà di stazioni provvisorie, in vista della realizzazione di un terminal dedicato, nuovo o già esistente, che richiede però tempi più lunghi con una progettazione più complessa.