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Grandi navi, MIT chiede la riattivazione del tavolo della Capitaneria

Il ministero dei Trasporti vuole ripartire dall'ordinanza che stabilisce limiti oltre le 40 mila tonnellate, ma le tempistiche sono "incompatibili" con le necessità


Si riattivi il gruppo di lavoro di marzo 2017 della Capitaneria di porto di Venezia, eventualmente integrato da consulenti tecnici, che ha portato all'adozione dell'ordinanza 17/2018, quello che consente, a partire dal 1 luglio 2018, il transito nella Laguna delle navi da crociera superiori alle 40 mila tonnellate tramite un algoritmo che ne determina l'idoneità o meno. Lo scrive il ministero dei Trasporti in una nota inviata al Provveditore interregionale alle opere pubbliche per il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia, alla Capitaneria di porto di Venezia e all'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico settentrionale.

Per il ministro «l'iter tecnico-amministrativo occorrente per vagliare le ipotesi progettuali di delocalizzazione del traffico crocieristico, così come quello volto a rendere immediatamente praticabili vie di navigazione alternative al transito delle 'grandi navi' nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca, comportano tuttavia tempistiche senz'altro incompatibili con l'urgente necessità di mitigare ulteriormente i rischi connessi al transito delle citate unità navali».

Secondo il dicastero il nuovo gruppo di lavoro deve approfondire «le analisi di rischio connesse al transito delle ‘grandi navi' nelle acque lagunari di Venezia, tenendo in debita considerazione anche le risultanze che emergeranno all'esito delle indagini tecniche relative al sinistro occorso». «Il sinistro causato lo scorso 2 giugno dalla nave da crociera Msc Opera - continua la nota del dicastero - ha evidenziato ancora una volta la particolare vulnerabilità della Laguna di Venezia ai rischi connessi al traffico marittimo delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40 mila tonnellate di stazza lorda, con particolare riferimento al transito delle stesse nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca».