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08 maggio 2021, Aggiornato alle 15,13
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Politiche marittime

Grandi navi a Venezia, la storia fino ad oggi

L'approdo temporaneo a Marghera, la soluzione definitiva con bando di progetto, lo stop per decreto agli ingressi per San Marco

(Giulio Gigante/Flickr)

Un provvedimento «in continuità con il Comitatone. Da noi massima collaborazione per dare avvio a un concorso di idee per una soluzione definitiva, ma le proposte dovranno rispettare criteri di sicurezza, compatibilità ambientale e salvaguardia dell'essenza di homeport di Venezia nel settore crociere». Lo afferma Cinzia Zincone, commissario dell'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Settentrionale, commentando la decisione del Consiglio dei ministri di non far attraccare più le grandi navi da crociera nel centro della città, nella zona di San Marco.

Con l'arrivo del nuovo decreto, approvato ieri, l'Adsp ha riassunto le cose fatte fino ad ora. Le nuove disposizioni rimangono in continuità con le decisioni del Comitato di indirizzo, coordinamento e controllo sulla laguna di Venezia, il cosiddetto Comitatone, del 21 dicembre scorso, che prevedeva una doppia soluzione per far fronte al taglio dei transiti delle navi da crociera per il il canale della Giudecca:

1. Temporaneamente, far attraccare le navi passeggeri di maggiore tonnellaggio a Porto Marghera, in due terminal commerciali, Vecon e Tiv, successivamente in un terminal dedicato sul canale Nord, sponda Nord;

2. Individuare una soluzione definitiva fuori dalle bocche di porto della Laguna di Venezia, tramite una call pubblica.

Sempre il 21 dicembre è stato confermato che le navi di minore stazza possono continuare a raggiungere il terminal della Marittima passando per il canale di grande navigazione Lido-Bacino di San Marco-Giudecca.

Il 27 febbraio di quest'anno l'autorità portuale ha avviato un bando per l'affidamento di progetto per la realizzazione di un nuovo terminal crociere nell'area del canale industriale Nord, sponda Nord, di Porto Marghera. Scade il 15 aprile con uno stanziamento di oltre 936 mila euro dal ministero delle Infrastrutture.

Prima della pandemia il comparto crocieristico veneziano occupava 4,200 persone, il solo scalo passeggeri 1,700 occupati diretti. In base allo studio di Ca' Foscari "L'impatto economico della crocieristica a Venezia" sono stati fino alla primavera 2020 all'incirca 280 i milioni di euro all'anno di spesa del settore, contribuendo al 3,26 per cento del PIL locale, riconducibili alla funzione "homeport" del porto di Venezia.

Secondo Zincone il nuovo decreto del Consiglio dei ministri «dovrà rappresentare un atteso passo in avanti verso una soluzione definitiva del transito delle navi da crociera, condivisa anche con la Capitaneria di Porto di Venezia, la Regione del Veneto e la Città Metropolitana di Venezia». Per quanto riguarda il concorso di idee, «è chiaro ovviamente che le proposte dovranno necessariamente rispettare stringenti criteri di sicurezza, di compatibilità ambientale e di salvaguardia dell'essenza di homeport di Venezia nel settore crociere, elemento quest'ultimo imprescindibile per dare certezze al mercato crocieristico e assicurare la rilevanza economica e occupazionale del settore per la città e il territorio. Quanto alle soluzioni temporanee, a breve e medio termine, daremo avvio a quanto è stato richiesto al nostro Ente consapevoli chiaramente che tali soluzioni non possono pregiudicare l'attività commerciale e industriale a Porto Marghera ma debbano invece, quanto più possibile, puntare al recupero ambientale, produttivo e occupazionale di aree attualmente in disuso».

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