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18 maggio 2022, Aggiornato alle 12,34
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Golfo di Guinea, nuova esercitazione antipirateria tra Grimaldi, Marina e Capitaneria

Simulato un tentativo di abbordaggio alla ro-ro "Grande Congo". Testati con successo tutti i sistemi di allerta e difesa

La brigata San Marco raggiunge la "Grande Congo", 25 marzo 2022

Venerdì scorso, 25 marzo, nelle acque del Golfo di Guinea, si è svolta una nuova esercitazione antipirateria delle autorità marittime italiane, che ha coinvolto la ro-ro Grande Congo del gruppo Grimaldi (con coordinamento operativo da Napoli), Confitarma, la Marina militare (tramite la fregata Luigi Rizzo) e la Guardia costiera.

Nonostante la diminuzione di attacchi registrata a livello globale nell'ultimo anno, il Golfo di Guinea, al largo della Nigeria, è tra i luoghi più pericolosi al mondo per i mercantili che vi transitano, un'area di particolare interesse strategico ed economico per molti Paesi, tra cui l'Italia, nell'intescambio soprattutto di greggio. Garantire un livello minimo di sicurezza è quindi una necessità costante dell'area, tenuto conto che anche il governo della Nigeria dispiega proprie forze militari con un programma specifico, il Deep Blue. Per queste ragioni, l'attività di esercitazione va avanti da diversi anni per mantenere in sicurezza quella che viene definita dalle autorità la sea lines of communication. Le esercitazioni servono a testare sia i flussi di comunicazione che l'interazione con tutti i soggetti nazionali interessati in caso di attacco. 

Il 25 marzo è stato quindi simulato un tentativo di abbordaggio di un gruppo di pirati. L'esercitazione ha avuto inizio con l'attivazione da parte del mercantile attaccato del sistema automatico di allarme di sicurezza, lo Ship Security Alert System, che ha inoltrato un segnale di pericolo alla Centrale IMRCC della Guardia costiera, presso il Comando generale di Roma, la quale ha proceduto ad informare la centrale operativa della Marina militare (COMM) che ha disposto l'intervento della Luigi Rizzo, nave impegnata nella missione antipirateria "Gabinia", attivando i piani di intervento operativo, mentre la COMM ha fornito la maritime situational awareness, ovvero l'insieme di tutte le informazioni relative alla situazione marittima nell'area. A seguire, COMM ha diffuso gli avvisi di pericolosità nell'area a favore di tutte le navi mercantili nazionali, emanando le sailing informations attraverso la propria cellula Naval Cooperation and Guidance for Shipping (NCAGS). Il CSO (Company Security Officer) del Gruppo Grimaldi, una volta confermato l'attacco simulato ha attivato il proprio protocollo anticrisi assicurando una rete di comunicazione e monitoraggio. Ricevuto l'allarme, in coordinamento con il CSO della compagnia armatrice e con Confitarma, la Guardia Costiera ha processato le prime notizie ricevute attivando una specifica procedura di surveillance satellitare attraverso i sistemi di monitoraggio del traffico marittimo, individuando così tutte le navi mercantili nazionali in navigazione in prossimità dell'area dell'evento. Nel frattempo, a bordo del mercantile, il Comandante ha avviato le procedure previste dal piano di sicurezza di bordo, disponendo inizialmente il ricovero dell'equipaggio all'interno della cittadella, una zona sicura della nave, mentre comandante e timoniere rimanevano sul ponte per assicurare il governo della Grande Congo. Al momento dell'abbordaggio comandante e timoniere hanno raggiunto l'equipaggio nella cittadella, all'interno del quale è possibile comunicare con le forze armate, un gruppo composto dalla Luigi Rizzo, dalla brigata marina San Marco e gli elicotteri della Marina

«Ancora una volta – commenta Confitarma in una nota - l'esercitazione ha mostrato la costante professionalità e competenza del comandante e dell'equipaggio della Grande Congo, a testimonianza dei rilevanti risultati ottenuti dall'armamento nazionale grazie agli ingenti investimenti effettuati per addestrare gli equipaggi ad affrontare situazioni difficili e stressanti, tipiche degli attacchi di pirateria, che spesso vedono proprio nei marittimi le principali "vittime". L'esercitazione ha confermato la consolidata sinergia raggiunta fra la Marina militare, MARICOGECAP, Confitarma e il gruppo Grimaldi, nonché l'importante azione di presenza e sorveglianza svolta dalle Unità navali militari nazionali in un'area di cruciale interesse strategico per la salvaguardia degli interessi marittimi del Paese».