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23 settembre 2020, Aggiornato alle 19,31
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Gli armatori (ECSA ed ICS): "La pirateria rischia di ritornare"

L'associazione europea e la "Camera dello shipping" chiedono all'Ue di mettere in cima all'agenda la cooperazione con gli stati africani. Gli attacchi, soprattutto al largo della Nigeria, stanno aumentando

Militari arrestano pirati nel West Africa (US DoD)

L'European Community Shipnowners' Association (l'associazione degli armatori europei) e l'International Chamber of Shipping (ICS, la "camera dello shipping" che rappresenta oltre l'80 per cento della flotta mercantile mondiale) hanno richiamato l'attenzione sulla grave situazione nel Golfo di Guinea, dove dal 2019 sono ripresi gli attacchi di pirateria con una certa intensità. Ma anche in altre zone del mondo gli attacchi stanno aumentando, anche se, com'è ormai da oltre dieci anni, sono i mari al largo della Nigeria i più pericolosi.

«A dicembre, sulla MT Duke, nel golfo di Guinea, sono stati rapiti 20 membri dell'equipaggio. Uno di questi è stato ucciso. Questo non è accettabile», afferma Esben Poulsson, presidente dell'ICS.

Nel 2019, rende noto l'ECSA, ci sono stati 162 attacchi pirata a mano armata nel mondo, circa il 50 per cento in più sull'anno precedente. Questi includono 121 sequestri, 4 navi dirottate, 17 tentativi di attacco, 130 abbordaggi e 11 risposte armate da parte delle navi, il cui numero medio di persone dell'equipaggio a bordo è 20. Se si moltiplica questo numero con quello delle navi coinvolte, il numero di marittimi coinvolti in questi attacchi diventa molto alto: oltre 3 mila.

È il Golfo di Guinea la zona più coinvolta e tipicamente è quella in cui gli attacchi tendono ad essere iù violenti. Secondo le associazioni i sequestri costituiscono un'emergenza globale per l'industria navale. In quella regione si concentrano il 90 per cento dei sequestri. Gli assalti e avvengono principalmente in Nigeria, seguita da Togo, Benin e Camerun.

Secondo Confitarma questi numeri «costituiscono una seria e immediata minaccia alla sicurezza di marittimi, navi e merci».

L'ECSA sollecita la Commissione dell'Ue e i singoli Stati membri a prendere provvedimenti prioritari. «L'UE dovrebbe mettere la sicurezza marittima in cima all'agenda degli accordi commerciali e di partenariato oltre a porre in essere altre forme di cooperazione con i partner africani della regione», secondo Martin Dorsman, segretario generale dell'ECSA, nel corso della ECR Conference on Maritime Security and the Blue Economy svoltasi al Parlamento europeo. «L'Ue - continua Dorsman - ha dimostrato di essere all'avanguardia nel contrastare la pirateria, ad esempio attraverso l'operazione Atalanta in Africa orientale che ha portato con successo alla riduzione degli attacchi».

Anche Esben Poulsson, presidente dell'ICS, ha ribadito l'esigenza di tutelare i marittimi affermando. «La nostra priorità assoluta - spiega - sarà sempre la sicurezza e il benessere dell'equipaggio. Siamo pronti e disposti a lavorare in stretta collaborazione con il governo della Nigeria e la comunità internazionale per proteggere le navi e i loro equipaggi. Il calo degli episodi di pirateria altrove rafforza l'importanza della comunicazione e del coordinamento tra navi e autorità. Più informazioni i governi nazionali e le autorità competenti hanno sui trends della pirateria, migliori saranno le azioni per prevenire il fenomeno. L'industria navale è pronta e disposta a collaborare con tutte le parti per porre fine a questa rovina endemica del libero scambio».

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Tag: pirati