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28 luglio 2021, Aggiornato alle 16,09
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Logistica

Giovannini: "Oltre alla cura del ferro, la riforma della logistica"

Al V Forum di Pietrarsa di Assofer, Confetra e Conftrasporto, il ministro delle Infrastrutture ha detto che dalle grandi risorse del PNRR si potranno accelerare i contratti di programma e aggiornare il piano nazionale del settore

Enrico Giovannini, ministro dei Trasporti al museo ferroviario di Pietrarsa, in provincia di Napoli

Piano per la logistica; accelerazione dei contratti di programma, del pacchetto di riforme e, infine, investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sono gli elementi più importanti che il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, ha illustrato oggi al V Forum di Pietrarsa, nella storica stazione-museo di Portici, evento organizzato da Assoferr in collaborazione con Confetra e Conftrasporto-Confcommercio.

Secondo Giovannini la "cura del ferro", l'infrastrutturazione ferroviaria delle merci, «è una condizione necessaria ma non più sufficiente. Accanto agli investimenti, il PNRR chiede riforme. Il primo passo da fare è l'accelerazione dei contratti di programma. Il secondo l'avvio di un nuovo piano nazionale della logistica e dei trasporti, visto che il precedente risale al 2001 e bisogna immaginare questa pianificazione in modo dinamico e flessibile, e questo è possibile solo con il contributo degli operatori del settore e di tutte le parti sociali».

Giovannini punta i riflettori anche sulla grande spinta che arriverà dalle nuove tecnologie, che però faranno la differenza con gli investimenti dei privati, senza i quali «il salto non lo faremo».

Il ministro sottolinea infine il ritardo del trasporto merci: «abbiamo tante difficoltà perché l'intermodalità è un sistema e come tale ha bisogno di tanti elementi, spostare il traffico merci contempla grande investimenti su tutta la catena logistica, è una grande sfida».

Secondo Andreas Nolte, presidente Assoferr, «il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è la vera svolta perché per la prima volta assegna un'intera sessione di interventi di pianificazione della logistica, soprattutto allo sviluppo delle infrastrutture. Bisogna intercettare la potenzialità del trasporto merci delle piccole e medie imprese che hanno bisogno di un traffico merci diffuso e non concentrato, fondamentale per il nostro Paese».

Per Leonardo Lanzi, vicepresidente Conftrasporto-Confcommercio, per lo shift modale dalla strada alla ferrovia l'autotrasporto va visto in ottica «inclusiva e non antagonista. Sa essere complementare alle altre modalità e attualmente possiede e gestisce la stragrande maggioranza degli ordini di trasporto».

Ivano Russo, direttore generale Confetra, si è soffermato sul peso determinante dell'ossatura logistica internazionale dei trasporti  strategico in questo momento delicato. «L'Italia – ha detto - movimenta circa 450 milioni di tonnellate di merce l'anno, in import ed export, di cui 6,5 mila legate all'e-commerce: l'1,7 per cento. Nessuno ne nega l'importanza e la crescita, specie nell'ultimo anno, sia chiaro. Ma dovremmo tutti fare uno sforzo per far comprendere all'opinione pubblica che, durante il lockdown, ad esempio, la logistica ha consentito a tutti noi di continuare a trovare i generi di prima necessità nei supermercati, il carburante nelle stazioni di rifornimento, i farmaci nelle farmacie e negli ospedali. Così come, un Paese senza materie prime come il nostro, senza logistica che le importi non potrebbe avere una industria manifatturiera. Né esportare i nostri prodotti semilavorati o finiti nel mondo. Si pensi che ogni anno i porti generano circa 13 miliardi di gettito IVA: praticamente mezza Legge di Stabilità. Questa è la Logistica, oltre al pacchetto con il libro, il CD o un giocattolo. E siamo pronti a sostenere la ripresa, che è forte ed è già in atto, caratterizzandoci sempre più come il sistema circolatorio dell'economia reale. Di tutta l'economia reale: dai consumi al dettaglio alla produzione industriale».