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27 novembre 2021, Aggiornato alle 09,59
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Infrastrutture

Genova, Merlo non si dimette più

Le aveva annunciate con anticipo per non commissariare il porto. Ora le ritira per non commissariare il porto


Aveva annunciato le dimissioni con largo anticipo, a maggio, a seguito della candidatura della moglie Raffaella Paita a governatrice della Liguria. Perché in caso di vittoria ci sarebbe stato conflitto di interesse. Poi la moglie non è stata eletta, e gli operatori del porto di Genova gli hanno chiesto di restare. Allora Luigi Merlo resta alla guida dell'Autorità portuale di Genova.

Ma la moglie non c'entra nulla. La scelta di restare a Genova, ritirando dimissioni date per certe, è dovuta soltanto a garantire un «periodo necessario ai passaggi legati alla riforma e all'individuazione del candidato» che dovrebbe sostituirlo. Merlo resta soltanto perché non è stato trovato un successore, e perché sta arrivando la riforma della legge 84/94. Ma queste sono le stesse motivazioni per cui aveva annunciato con largo anticipo le dimissioni. A maggio si era concordato col ministro dei Trasporti Graziano Delrio, così da dare agli enti competenti la possibilità di «formulare tempestivamente la terna di nomi tra i quali sarà scelto il mio successore».

Riassumendo, Merlo annunciava con anticipo le dimissioni per dare il tempo di trovare un successore. Ma alla fine non si dimette più, perché non c'è tempo per trovare un successore.
 
Tutto chiaro, insomma. Ma una cosa è certa, garantisce Merlo: non ha intenzione di restare fino alla scadenza della carica, a febbraio 2016. Ha accolto l'invito di operatori e governo a rimanere, ma «limitatamente al periodo necessario ai passaggi legati alla riforma e all'individuazione del candidato» che lo sostituirà. Di questo possiamo starne certi.