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19 ottobre 2020, Aggiornato alle 21,38
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Logistica

Frontiere, De Micheli chiede un piano europeo di emergenza

Per scongiurare soprattutto le lunghe code degli autotrasportatori lungo i transiti di confine, la ministra dei Traporti propone un coordinamento efficace tra gli Stati membri


Un piano europeo di emergenza pandemica per il settore del trasporto che possa scongiurare, in caso di altri lockdown, altre code alla frontiera e grossi disagi soprattutto agli autotrasportatori. Un piano, insomma, che faccia esperienza degli ultimi mesi. tutelando la salute, la sicurezza e la libera circolazione delle merci. Lo chiede la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, intevenendo in videoconferenza nel corso del Consiglio europeo dei Trasporti dedicato proprio a un piano comune da adottare in caso di emergenza pandemica.

«Lo sviluppo di un piano condiviso - ha affermato De Micheli - deve avvenire in piena coerenza con i meccanismi di gestione della crisi già messi in atto, salvaguardando l'unità delle misure europee di risposta. Occorre fare tesoro dell'esperienza maturata nella fase più acuta della crisi nella primavera scorsa, integrando le componenti dei trasporti, delle infrastrutture e della logistica nei piani di contingenza europei e nei nostri piani singoli nazionali. In particolare concentrandoci sul trasporto delle merci, particolarmente sollecitato nel periodo più critico».

«Abbiamo la necessità di massimizzare la capacità di risposta degli Stati membri – ha proseguito - evitando approcci non coordinati. In questo contesto occorre preservare il principio della libera circolazione delle merci nell'Unione Europea, ricordando le drammatiche immagini del marzo scorso con le lunghe code alle frontiere. È fondamentale – ha aggiunto - mantenere una quota di flessibilità e prerogative di risposta in capo alle diverse realtà nazionali. Per questo condivido le conclusioni che indicano un quadro di riferimento condiviso in cui siano chiari i principi e le procedure generali di riferimento, in molti casi già sancite dai trattati europei».

«Si possono approfondire anche possibilità di eccezioni – ha concluso – ai regolamenti comunitari tuttavia senza rinunciare ad un presupposto per noi fondamentale: l'inderogabilità del principio della tutela della sicurezza sanitaria e della salute dei lavoratori dei trasporti e degli utenti. Voglio ricordare che in Italia, quando è scoppiata la pandemia, abbiamo costruito linee guida in grado di garantire una vera protezione agli operatori del trasporto delle merci e della logistica. Questo ha contribuito a non far mai mancare l'approvvigionamento delle merci».