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02 dicembre 2022, Aggiornato alle 13,21
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Forte rialzo dell'export italiano nel primo trimestre

L'Istat rileva una crescita molto sostenuta su base annua (23%), con la Lombardia e l'industria tessile a fare da traino. La Sicilia è la regione con il rimbalzo maggiore

(Davide Palmisano/Flickr)

Nel suo primo bollettino trimestrale l'Istat ha stimato una forte crescita congiunturale delle esportazioni per l'Italia, in tutte le ripartizioni territoriali: +9,3 per cento per il Sud e Isole, +9,1 per cento per il Centro, +9 per cento per il Nord-ovest e +8,1 per cento per il Nord-est.

Nello stesso periodo (cioè genna-marzo 2022), su base annua, l'export mostra una crescita molto sostenuta (+22,9%) e diffusa a livello territoriale: l'aumento delle esportazioni è molto marcato per le Isole (+58,4%), intorno alla media nazionale per il Nord-est (+24,2%) e il Nord-ovest (+23,1%), più contenuto per il Centro (+17,0%) e il Sud (+14,3%).

Ad aprile l'Istat stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dell'1,6 per cento rispetto a marzo. Nella media del periodo febbraio-aprile il livello della produzione aumenta del 2 per cento rispetto ai tre mesi precedenti.

Tornando al primo trimeste dell'anno, tutte le regioni italiane, a eccezione di Molise (-23,5%) e Basilicata (-13,5%), registrano incrementi dell'export: i più marcati sono le regioni Sicilia (+71,9%), Calabria (+56,6%) e Friuli-Venezia Giulia (+51,3%); la più contenuta è l'Abruzzo (+0,4%). La performance positiva della Lombardia (+23,6%) contribuisce da sola per 6,2 punti percentuali alla crescita su base annua dell'export nazionale.

Sempre nel primo trimestre del 2022 l'aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo da Lombardia e Veneto spiega per 2,2 punti percentuali la crescita dell'export nazionale; un ulteriore contributo di un punto percentuale deriva dalle esportazioni di prodotti petroliferi raffinati dalla Sicilia. All'opposto, la contrazione dell'export di autoveicoli da Abruzzo, Basilicata e Molise e di metalli di base e prodotti in metallo da Lazio e Sardegna fornisce un contributo negativo di 0,6 punti alla variazione delle esportazioni.

Su base annua, i contributi maggiori alla crescita tendenziale dell'export nazionale derivano dall'aumento delle vendite della Lombardia verso Germania (+30,3%), Stati Uniti (+38,5%), Francia (+19,3%) e Spagna (+28,2%) e di Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia verso gli Stati Uniti (rispettivamente +79,5% e +301,8%, quest'ultimo condizionato dalle vendite di mezzi di navigazione marittima). Per contro, apporti negativi provengono dal calo delle export del Lazio verso Stati Uniti (-40,7%), Germania (-9,9%) e paesi OPEC (-26,6%), del Veneto verso la Svizzera (-20,2%) e dell'Abruzzo verso la Germania (-20,7%).

L'analisi provinciale dell'export mostra performance positive per quasi tutte le province italiane: i contributi positivi più elevati si rilevano per Milano, Parma, Brescia, Siracusa, Torino, Vicenza, Modena, Bergamo, Gorizia e Varese. Si segnalano dinamiche negative per Massa-Carrara, Chieti, Potenza, Campobasso, Piacenza e Palermo.

In conclusione, ad aprile i settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali più ampi sono le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+23,4%), la produzione di prodotti farmaceutici (+19,8%) e la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+9,4%). Flessioni tendenziali si registrano solo nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-2,3%), nella fabbricazione di prodotti chimici (-1,5%) e nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-0,7%).

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Tag: economia