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06 aprile 2020, Aggiornato alle 12,32
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Politiche marittime

Formazione e sindacato, Unione Piloti vola a Bruxelles

L'associazione ha incontrato il vicepresidente dell'Ue, Fabio Massimo Castaldo, per parlare della politica occupazionale dei marittimi italiani


Una formazione continua meno cara per i marittimi italiani, oltre a incentivare la loro occupazione, è stato il tema al centro di un incontro, tenutosi il 5 dicembre a Bruxelles, tra l'Unione Piloti e l'Unione europea. Un vertice tra diversi rappresentanti dell'associazione con il vicepresidente dell'Ue, Fabio Massimo Castaldo.

Per l'Unione Piloti c'erano il presidente Vincenzo Bellomo, il vicepresidente Marco Ragusa, il segretario Ciro Romano e l'avvocato marittimista Paolo Malaguti (Studio Legale Malaguti & Partners). A Castaldo sono state illustrate le qualità del servizio di pilotaggio, unico escluso dalla liberalizzazione prescritta dal Reg. (UE) 352/2017 e «presidio imprescindibile per la sicurezza portuale nonché della geopolitica del mare», si legge in una nota dell'associazione.

L'incontro ha fornito all'Unione Piloti l'opportunità di presentare il progetto di una nuova formazione sindacale, l'Unione Marittimi, che avrà lo scopo di tutelare e favorire la formazione e l'assistenza del personale marittimo ovvero della gente di mare. Castaldo, esperto delle problematiche del personale navigante, aveva già nella scorsa legislatura europea depositato alcune interrogazioni parlamentari sul tema, in riferimento alle modalità di applicazione negli stati membri della Direttiva europea 2008/106 e della Convenzione internazionale sugli standard di addestramento, abilitazione e tenuta della guardia per i marittimi (STCW).

«È necessario intervenire per tutelare i marittimi italiani ed europei, che negli ultimi anni hanno visto ridursi in percentuali minime gli imbarchi sulle navi comunitarie, a differenza della gente di mare proveniente da Paesi Terzi, che viene costantemente impiegata da gran parte del mondo armatoriale per risparmiare il costo delle crew list», ha commentato Bellomo. «Occorre procedere ad uno snellimento del sistema burocratico di accreditamento dei corsi abilitativi, in quanto, attualmente, si assiste ad uno squilibrio tra i marittimi non europei che acquisiscono senza difficoltà corsi a Manila a pochi euro, mentre i marittimi italiani in primis vengono penalizzati non potendo conseguire corsi abilitativi in Europa, ma solo in Italia, ed a posti limitati e a costi salatissimi», ha aggiunto Ragusa. 

«L'Unione Piloti – conclude la nota - ha quindi ribadito che continuerà con la sua attività di sensibilizzazione dell'importanza del pilotaggio e con l'Unione Marittimi sosterrà tutte le iniziative a tutela della gente di mare, avendo già in programma una serie di incontri con i membri della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo e con l'elaborazione di una serie di interrogazioni parlamentari alla neo Commissaria ai Trasporti Adina Valean».

Tag: piloti - bruxelles