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08 agosto 2020, Aggiornato alle 12,18
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Cultura - Personaggi

Folco Quilici, il Fondo dell'Istituto Luce per salvare i suoi documentari

Raccolti quasi 1.500 filmati che attualmente sono in corso di catalogazione e digitalizzazione

Folco Quilici

Africa, Asia, America, Europa, Italia. In pratica il giro del mondo dai silenziosi abissi marini alle coste frastagliate, dai torridi deserti alle maestose montagne. Dalla natura multiforme agli agglomerati urbani. 

È il pianeta Terra rivisitato in 35 e 16mm da Folco Quilici, l'instancabile documentarista, esploratore e scrittore scomparso nel 2018, per il quale l'archivio dell'Istituto Luce ha creato un Fondo speciale che raccoglie il suo imponente lavoro di divulgazione scientifica e culturale. Nella collezione ci sono ben 1475 filmati realizzati tra il 1952 e il 2010 per il cinema e soprattutto la Tv. 

Pescando a caso tra i chilometri di pellicola – giusto per fare qualche esempio – troviamo documentari sulla Somalia degli anni Settanta e altri sull'Egitto che evolve tra gli anni Sessanta e i Novanta. Film suggestivi sul Giappone, l'Arabia Saudita, la Malesia, la Giordania e l'Andalusia, sulla minacciosa Amazzonia e sul misterioso mondo comunista dell'Europa orientale. E poi l'Italia vista dal cielo e dal mare, o perlustrata aggirandosi tra i resti romani ed etruschi. 

Quilici ha riscoperto e raccontato con la sua cinepresa ogni angolo del globo, osservando con la medesima sete di conoscenza una barriera corallina dei mari del Sud e le strade affollate di una megalopoli, narrando senza fronzoli la lenta quotidianità di un pescatore polinesiano o il lavoro alienante di un operaio alla catena di montaggio.

"Il Fondo Quilici – spiegano all'Istituto Luce – è in corso di catalogazione e digitalizzazione. Il materiale disponibile online è solo una piccola parte delle circa 4.000 ore di filmati tra pellicola e supporti magnetici". Davvero il viaggio con Folco, attraverso le sue opere, non finisce mai. (Mar. Mo.)
 

Tag: ambiente