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20 novembre 2019, Aggiornato alle 16,04
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Infrastrutture

Fincantieri-Naval Group, nuova società entro l'anno

Firmato l'accordo di cooperazione per creare una società navalmeccanica destinata a diventare il riferimento delle marine europee

Giuseppe Bono e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta al varo di Paolo Thaon Di Revel

Manca ormai poco alla nascita del polo cantieristico Fincantieri-Naval Group, destinato a diventare l'asse navalmeccanico della marina militare di Italia e Francia. Facendo seguito a quanto annunciato ad ottobre dell'anno scorso, le due società hanno firmato un alliance cooperation agreement, una joint venture paritaria 50/50.

La società avrà l'headquarter a Genova, una sede a Ollioules, in Provenza e dovrebbe essere operativa entro l'anno, con annesse autorizzazioni antitrust. Approvato dai rispettivi consigli di amministrazione, sostanzia i contenuti del progetto "Poseidon" e apre la strada a un progetto di rafforzamento della cooperazione navale militare per la creazione di un'industria navalmeccanica europea più efficiente e competitiva. L'accordo è stato firmato dai CEO di Fincantieri e Naval Group, Giuseppe Bono e Hervé Guillou, a bordo della fregata Federico Martinengo, ormeggiata all'Arsenale della Marina militare di La Spezia, unità del programma italo-francese FREMM.

Fincantieri e Naval Group condivideranno i processi di progettazione e costruzione, di fare ricerca, di ottimizzare i costi di rifornimento degli stabilimento, di preparare insieme programmi binazionali e per l'export. La governance sarà disciplinata anche da un patto parasociale, prevede un consiglio di amministrazione di sei membri con nomina paritaria. Per il primo mandato triennale, Fincantieri esprimerà il presidente ed il chief operational officer, e Naval Group l'amministratore delegato e il chief financial officer.

Nel Consiglio, a conferma della valenza strategica che Fincantieri e Naval Group attribuiscono a questa operazione, siederanno Giuseppe Bono, che assume la carica di presidente della joint venture, ed Hervé Guillou. A margine della firma Bono e Guillou hanno detto: «Manifestiamo grande soddisfazione per il risultato raggiunto e, soprattutto, desideriamo ringraziare i nostri Governi che negli ultimi mesi hanno lavorato fianco a fianco a noi, e continuano a farlo, per finalizzare un'intesa che assicurerà la protezione degli asset sovrani, favorendo la collaborazione tra i due team. Questo impegno ci permetterà di supportare sempre meglio le nostre Marine, fornire l'adeguato sostegno alle operazioni per l'export comune e gettare concretamente le basi per il consolidamento dell'industria europea della difesa».

Intanto, nei giorni della firma dell'alleanza, si è svolta nello stabilimento Fincantieri di Muggiano, a La Spezia, la cerimonia di varo del primo pattugliatore polivalente d'altura Paolo Thaon Di Revel. È il primo di sette unità, sarà consegnato nel 2021 e rientra nel piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali della Marina militare, deciso dal Parlamento e avviato a maggio 2015 con la "Legge Navale". La madrina della nave è stata Irene Imperiali, nipote dell'ammiraglio Paolo Thaon di Revel, alla presenza del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. All'evento hanno partecipato, tra gli altri, il Capo di stato maggiore della Marina militare, Valter Girardelli, mentre per Fincantieri il presidente Giampiero Massolo e Bono.

Il pattugliatore può prestare attività di soccorso in mare, assistere la Protezione Civile e, nella sua versione più equipaggiata, da nave combattente di prima linea in assetto "leggero" (pattugliamento e autodifesa) e "completo". È in grado di impiegare imbarcazioni veloci tipo rigid hull inflatable boat fino a 11 metri tramite gru laterali o utilizzando una rampa di alaggio a poppa.

• 132,5 metri di lunghezza
• 31 nodi di velocità, in funzione della configurazione e dell'assetto operativo
• 171 persone di equipaggio
• impianto combinato diesel e turbina a gas (CODAG) e di un sistema di propulsione elettrica
• capacità di fornire acqua potabile a terra
• capacità di fornire corrente elettrica a terra per una potenza di 2000 kw
• 2 zone modulari a poppa e centro nave che permettono a poppa l'imbarco fino a cinque moduli containerizzati (ISO 20"), otto nella zona centrale.