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15 luglio 2019, Aggiornato alle 15,28
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Fincantieri cerca 6 mila carpentieri e saldatori

Appello ai giovani dell'amministratore delegato Giuseppe Bono: "Non fate i rider, venite a lavorare da noi"

(bay-ship.com)

Nei prossimi due, tre anni Fincantieri avrà bisogno di circa 6 mila lavoratori, per lo più saldatori e carpentieri. «Ma non so dove andarli a trovare. Abbiamo lavoro per dieci anni, cresciamo a un ritmo del dieci per cento l'anno», afferma l'amministratore delegato del gruppo navalmeccanico, Giuseppe Bono. Una manovalanza di questo tipo in Italia, con questi numeri, non è facile da trovare, avendo costi più alti rispetto ad altri Paesi, in un mercato del lavoro globale.

Secondo Bono la ragione però è anche generazionale, per quanto riguarda l'Italia. «Sembra che i giovani abbiano perso la voglia di lavorare», sostiene nel corso della conferenza nazionale organizzativa della Cisl tenutasi a Roma. Invece di accontentarsi di fare il rider a 500, 600 euro al mese, Bono invita i giovani a venire in Fincantieri, dove «un lavoratore medio prende 1,600 euro al mese. Allora se uno volesse guardare al futuro non si accontenterebbe di fare il rider, anche perché non è meno faticoso di fare il saldatore. Purtroppo abbiamo cambiato cultura».

Il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, presente alla tavola rotonda della Cisl, si è detto pronto a soddisfare parte della domanda di Fincantieri con la manovalanza dell'Agenzia nazionale politiche attive lavoro (Anpal), l'istituto nato nel 2015 con il jobs act in cui è confluita una parte dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (Isfol). «Le nuove politiche per il lavoro che stiamo costruendo – afferma Di Maio - andranno proprio nella direzione di colmare il gap tra domanda e offerta».

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