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24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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Ferragosto in mare, le Capitanerie: "Non guidate come in auto"

Aumentano i soccorsi in mare, la Guardia costiera: "Ma le infrazioni gravi diminuiscono". I consigli delle Capitanerie della Campania ai diportisti


di Paolo Bosso Repubblica Napoli 
 
Da fine giugno a oggi sono 410 i soccorsi in mare prestati dalla direzione marittima della Guardia costiera della Campania, oltre un centinaio in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un incremento del 40 per cento. «Ma il dato non deve fuorviare. L'estate scorsa è iniziata in ritardo, caratterizzata com'è stata da un luglio freddo e piovoso», precisa Pasquale Palescandolo, capo servizio operazioni della direzione marittima della Campania, "custode" del traffico mercantile e diportistico della regione.
Non a caso i dati parziali dell'operazione "Mare Sicuro" 2015 delle Capitanerie di porto della Campania segnalano un diportismo meno aggressivo. «Da fine giugno ad oggi - ricorda Palescandolo - sono aumentate le infrazioni lievi e diminuite quelle penali, rispettivamente del 25 e del 10 per cento». Ma ieri la tragedia: un motoscafo in piena velocità nelle acque fuori Salerno ha travolto una barchetta di pescatori, uccidendone uno e ferendo gravemente l'altro.

Il golfo di Napoli è tra i più affollati al mondo durante l'estate, secondo solo a quello di Hong Kong. «Bisogna tenere conto però che in mare la collisione è un incidente raro - spiega Palescandolo - però poichè i golfi di Napoli e Salerno sono molto trafficati, c'è da evidenziare un fenomeno in generale sporadico ma che qui, rispetto ad altri mari, può avere delle volte una frequenza maggiore».

E così, considerando la quasi saturazione in questo periodo dei poli nautici sparsi negli oltre 500 chilometri di costa della Campania, la direzione marittima delle Capitanerie di porto della regione ha calcolato che attualmente in giro tra i golfi di Napoli e Salerno ci siano non meno di 15 mila imbarcazioni da diporto. Senza contare i circa cento approdi giornalieri di traghetti, aliscafi e navi veloci tra Napoli e le isole del golfo. Un'affluenza notevole che impegna ogni estate, tutti i giorni, 56 unità della Guardia costiera, almeno una sessantina di ufficiali e tre quarti di tutto il personale regionale. Uomini affiancati dalla Croce Rossa tramite una convenzione triennale.

Sapri, Marina di Camerota, Palinuro, Pisciotta, Agropoli, San Marco di Castellabbate. E poi Capri, Salerno, Marina d'Arechi, Castellammare di Stabia, Sorrento, Meta, Torre Annunziata e Torre del Greco, Pozzuoli, Miseno, Ischia e i porticcioli di Mergellina. I porti turistici della Campania sono tantissimi. "Ma una baia trafficata non è necessariamente pericolosa" ci tiene a precisare Palescandolo. «Le persone che conseguono l'abilitazione da noi - continua - hanno una completa conoscenza teorica e pratica della navigazione. Dopo però entrano in gioco fattori che non possiamo controllare, come il buon senso. Si può superare l'esame e comportarsi ineccepibilmente, mentre in altre situazioni no». Cos'è allora che rende un diportista pericoloso? «Quello che guida la barca come fosse un'auto» risponde Palescandolo.

«Spesso i diportisti si muovono seguendo parametri di distanza automobilistici più che nautici. Il sorpasso in sicurezza, in autostrada, si può fare a un metro e mezzo di distanza, uno spazio nullo in mezzo al mare. Passare a venti metri da un'imbarcazione è già pericoloso. Stesso discorso per gli incroci di traiettoria e la velocità sotto costa: il senso della misura non è paragonabile alla terraferma. I principi cautelativi in mare cambiano radicalmente, e spesso questa differenza viene sottovalutata».