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14 novembre 2019, Aggiornato alle 17,31
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Logistica

Fercargo e Confetra: nel ferro il futuro delle merci

A novembre il Cnel ospiterà un convegno dedicato al Piano Nazionale Energia e Clima. Legnani e Nicolini discutono delle sfide che attendono la logistica


La sede del Cnel ospita mercoledì 30 novembre l'undicesima edizione di Mercintreno. Titolo dell'evento: Il trasporto ferroviario merci in Italia e in Europa nella sfida energia clima al 2030. Confronto tra i principali stakeholders.

Quali saranno i principali argomenti in discussione? Ne abbiamo parlato con Luigi Legnani, presidente di FerCargo, e Guido Nicolini, presidente di Confetra. «Uno dei temi principali del dibattito è il contributo del trasporto ferroviario delle merci al Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC2030)», spiega Legnini. «Non possiamo trascurare che oggi sicuramente il trasporto ferroviario delle merci è la modalità di trasporto più ecologica. Ad esempio, un nostro treno che trasporta mille tonnellate dalla Lombardia all'Olanda, e si tratta di un treno non pesante e corto per gli standard europei, produce una quantità di anidride carbonica 13 volte inferiore rispetto alla stessa quantità di merce trasporta via camion. Si tratta di 5,6 tonnellate di CO2 anziché 73. E in questo semplice esercizio non sono considerati tutti gli altri inquinanti. Questo è il contributo che il treno merci può fornire al Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC2030), dato che in Italia ancora oggi la quota di trasporto merci è prevalentemente su gomma».

«Quello della sostenibilità è certamente uno dei vantaggi principali offerti dalla modalità ferroviaria», aggiunge Nicolini. «Ma ne vorrei indicare anche un altro ed è rivolto all'autotrasporto: i mezzi pesanti che viaggiano su treno favoriscono una maggiore vivibilità ai camionisti che altrimenti, su strada, stanno al volante un abbondante numero di ore. Non a caso la modalità ferroviaria è stata indicata come una priorità dalla ministra dei Trasporti Paola De Micheli, strategica nel futuro del Paese. Pochi giorni fa Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) ha confermato nuove risorse pari a 15,2 miliardi  per reti e servizi e collegamenti dell'ultimo miglio per porti e aeroporti. Un impegno ribadito dieci giorni fa nell'accordo di programma MIT-Rfi con la previsione di nuovi investimenti nel comparto. Infine, la decisione del ministro De Micheli annunciata al Forum di Pietrarsa di confermare il Ferrobonus con una dotazione di quasi 60 milioni di euro. Una decisione che ha raccolto il favore degli stakeholders e che, con lo sconto pedaggio, dovrebbe favorire lo sviluppo ferroviario».

Se questi sono i vantaggi, Legnani e Nicolini non mancano di sottolineare alcune criticità. «Segnalo due temi attuali - dice il presidente di Fercargo - che interessano tutto il settore: il piano accelerato di implementazione dei sistemi di segnalamento ERMTS, proposto da RFI e coordinato dalla DGTF del MIT; la formazione dei macchinisti del settore merci e di tutte le altre figure addette alla circolazione ferroviaria. Da quando nel 2015 è ripartito il traffico merci, è aumentata la richiesta di personale nel settore. Dal 2017 una norma molto utile, in scadenza però nel 2019, prevede un contributo economico alla formazione del personale, successivamente assunto. Questo ha permesso a tutto il comparto di assumere in 3 anni circa 2000 addetti e ne prevede altrettanti per il futuro. Occorre prorogare per gli anni 2020, 2021, 2022 questa norma che creerebbe nuova occupazione giovanile, dato che l'età media degli assunti è molto bassa».

«Ci sono indubbiamente alcune criticità che frenano la crescita del ferro», aggiunge Nicolini. «L'infrastrutturazione di Rfi può migliorare parecchio per essere veramente in linea con gli standard europei. Per questo motivo ritengo che il ferrobonus e lo sconto sui pedaggi debbano diventare strutturali fin quando il gap non sarà stato colmato. Altro punto che individuo è quello degli interventi di manutenzione sulle linee. Nei treni passeggeri c'è maggiore programmazione per evitare eccessivi disagi ai viaggiatori. Per le merci, che viaggiano di notte, non è così. Occorre più concertazione per evitare che ci siano interventi manutentivi che finiscano con il penalizzare i treni merci, costretti a soste lunghe o annullamenti».  Nicolini sottolinea poi la necessità di prevedere il super ammortamento per l'acquisto di locomotori e lo stanziamento di incentivi ad hoc per questi investimenti.

Legnani e Nicolini concordano sull'importanza del dibattito che si aprirà nel 2020 sul tema dei corridoi ferroviari europei. «Crediamo – concludono - che l'Italia debba scendere in campo e giocare la partita dei corridoi  da protagonista, ascoltando innanzitutto gli operatori del settore».