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04 dicembre 2022, Aggiornato alle 10,16
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Fedespedi, Lazzeri riconfermato presidente

L'Assemblea della Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali ha ratificato il secondo mandato dell'attuale numero uno per il triennio 2012-2015


Rimarrà alla guida di Fedespedi anche per il triennio 2012-2015, Piero Lazzeri (nella foto), che ha ricevuto oggi il suo secondo mandato dell'Assemblea riunitasi a Milano in forma privata. La Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali rappresenta e tutela circa 2.200 aziende che organizzano il trasporto delle merci utilizzando tutte le modalità (stradale, ferroviario, marittimo, aereo e combinato). Negli ultimi anni Fedespedi ha rafforzato la propria struttura organizzativa attraverso la costituzione di due nuove sezioni operative interne (Servizi alle Imprese e Sviluppo Territoriale) volte, rispettivamente, a supportare le aziende associate nella ricerca di nuove opportunità e nella facilitazione in alcuni ambiti (finanziario-assicurativi) e a consolidare la presenza sul territorio nazionale della Federazione, oggi rappresentata da 31 associazioni territoriali dopo la nascita, avvenuta nel 2010, di Assospedizionieri Sardegna. Tali attività si inseriscono nel progetto lanciato da Lazzeri nel 2009, all'inizio del suo primo mandato alla guida di Fedespedi, volto alla creazione di un "network associativo" per favorire la crescita generale del sistema spedizionieristico nazionale attraverso il collegamento, il coordinamento e la collaborazione sempre più forte tra le imprese associate, le associazioni territoriali e la Federazione.
"Nell'immediato futuro - ha dichiarato Piero Lazzeri subito dopo la sua riconferma alla guida di Fedespedi - si giocheranno sfide decisive per la categoria. Il nostro sforzo deve essere teso a meglio qualificare la nostra veste di veri tecnici del settore in grado di fornire studi e statistiche al mondo delle istituzioni e delle amministrazioni che mostrino il gap economico, culturale e normativo tra l'Italia e il resto d'Europa e che, allo stesso tempo, evidenzino possibili azioni e iniziative volte ad aumentare la competitività del nostro Paese sui mercati internazionali come, ad esempio, reali politiche di semplificazione amministrativa e normativa nei processi di importazione ed esportazione delle merci".