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16 giugno 2024, Aggiornato alle 19,42
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Exploit export italiano in Cina: è il Paxlovid

Dietro l'aumento esponenziale delle esportazioni c'è il farmaco anti-covid. Ad Ascoli, nella sede di Pfizer, sono state prodotte milioni di confezioni in pochi mesi

(BuddyL/Flickr)

È il Paxlovid il prodotto che ha determinato un esponenziale aumento dell'export italiano verso la Cina nei primi mesi dell'anno, con febbraio 2023 che ha registrato un più 62 per cento su febbraio 2022. 

In un primo momento gli analisti avevano ipotizzato che dietro questa crescita così importante ci fosse l'acido ursodesossicolico (UDCA), un principio attivo che cura la cistifellea ma che in alcuni casi viene usato anche per trattare il covid. Uno dei principali produttori mondiali di UDCA si trova in Italia, è ICE Pharma con sede a Reggio Emilia, che non ha però riscontrato aumenti tali di UDCA. All'origine di tutto, invece, come scrive oggi il Corriere della Sera, c'è la multinazionale farmaceutica Pfizer, che a partire da dicembre scorso ha ricevuto massicci ordini del Paxlovid, un farmaco antivirale specifico per il covid, che l'azienda tedesca produce principalmente ad Ascoli e a Friburgo. 

A dicembre Pfizer ha ricevuto un grosso ordine dalla Cina di Paxlovid, in coincidenza con la fine delle restrizioni nel Paese e il conseguente aumento dei casi. L'avvio di ordini molto consistenti (che hanno poi portato al boom dell'export italiano in Cina a febbraio) ha spinto Pfizer ha incrementare la produzione nella sede di Ascoli, scelto come unico sito produttivo di Paxlovid destinato alla Cina, arrivando ad assumere circa 200 persone nei primi mesi di quest'anno. Pfizer riferisce che tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023 la Cina ha ordinato 5 milioni di confezioni del farmaco, generando un volume d'affari enorme, pari a 1,8 miliardi di euro solo a febbraio scorso, rispetto ai 100 milioni di novembre.

Tag: economia - cina