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Porto di Napoli
15 gennaio 2019, Aggiornato alle 17,10
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Ecosistema e acque di zavorra, le buone prassi dell'Imo

Tenuto un seminario di formazione teorica e pratica in materia di conformità, monitoraggio e applicazione della Convenzione


L'identificazione di organismi e microbi nell'acqua di zavorra, nonché il monitoraggio della vita marina del porto dove l'acqua di zavorra può essere rilasciata, sono fondamentali per i paesi che si preparano a far rispettare la Ballast Water Management Convention, la Convenzione sulla gestione delle acque di zavorra dell'Imo, entrata in vigore a livello mondiale l'8 settembre 2017 che mira a contrastare la minaccia agli ecosistemi marini da parte di specie potenzialmente invasive trasportate nell'acqua di zavorra delle navi.

 

Questo, riferisce l'Agenda Confitarma, il tema del seminario svoltosi ai primi di luglio a Batumi, in Georgia, che ha fornito ai partecipanti di 9 paesi (Azerbaigian, Bulgaria, Georgia, Kazakistan, Repubblica di Moldova, Romania, Federazione Russa, Turkmenistan e Ucraina) una formazione teorica e pratica in materia di conformità, monitoraggio e applicazione della Convenzione, nonché indicazioni su come pianificare e condurre un'indagine di riferimento biologico portuale utilizzando protocolli standardizzati e come condurre una valutazione del rischio.

 

Queste indagini di base mirano a fornire inventari della vita marina all'interno e intorno ai porti commerciali frequentati da navi che trasportano acqua di zavorra, per determinare se vi siano specie non indigene introdotte e fornire una base di dati biologici contro cui possono essere misurati i cambiamenti futuri. Per sostenere il controllo dello Stato di approdo per l'attuazione della Convenzione Bwn, l'Imo ha pubblicato un video sul campionamento e l'analisi dell'acqua di zavorra.