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Dopo due anni, ritornano i costi minimi dell'autotrasporto

Quattro classi di veicoli distribuiti su tre sezioni. Per i mezzi fino a 3,5 tonnellate, visto che si tratta di ultimo miglio, potrebbe applicarsi il tempo impiegato


Pubblicati l'ultima volta a settembre 2018, oggi sul sito del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è arrivato l'atteso decreto sui costi indicativi di riferimento dell'attività di autotrasporto merci.

La pubblicazione, riferisce il dicastero, avviene a conclusione di una vicenda che ha visto il decisivo contributo della Corte Costituzionale e dell'Autorità Antitrust, con il coinvolgimento degli stakeholders e che ha portato ad una rilevazione dei valori di riferimento dei costi di esercizio che definisce un sistema di forcelle «il più ampio possibile, evitando di individuare valori dettagliati per ogni singola voce di costo medio, provvedendo invece ad aggregare le singole voci di costo omogenee».

Si distinguono quattro classi di veicoli, con riferimento alla massa complessiva massima:
• fino a 3,5 tonnellate;
• oltre le 3,5 tonnellate e fino a 12 tonnellate; 
• oltre 12 e fino a 26 tonnellate;
• oltre 26 tonnellate.

Si individuano quattro corrispettive voci di costo da associare alle forcelle di valori minimo-massimo, distribuite su tre sezioni.

Inoltre, per quanto riguarda i veicoli di massa complessiva fino a 3,5 tonnellate, utilizzati per lo più nel trasporto di ultimo miglio in ambito urbano e con percorrenza inferiore ai cento chilometri, pur essendo stati valorizzati i costi di riferimento, la remunerazione del servizio potrebbe essere riferita, vista la peculiarità dello stesso, al fattore tempo impiegato.

Il decreto ribadisce anche la natura non cogente dei valori dei costi di esercizio e fa comunque riserva, dove necessario, di procedere con eventuali aggiornamenti dei valori dei costi.