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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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Dogane, le novità del fascicolo elettronico

Una semplificazione non obbligatoria ma necessaria. Forges: "Nobilita la professione degli spedizionieri". Le dogane: "Ma in Europa ci sono troppi muri"


di Paolo Bosso 

Con l'arrivo del nuovo Codice doganale europeo (Cdu) i 28 paesi dell'Unione si muovono ora tutti insieme come un'unica dogana, o almeno è questo che si spera che accada. «Una parte del Cdu è rappresentata dal fascicolo elettronico, che ha avuto un notevole impatto sulla categoria», spiega Augusto Forges (foto, secondo da destra), presidente di Assospena, l'associazione degli spedizionieri doganali di Napoli, secondo il quale il documento porta con sé «una grossa semplificazione che attendavamo da tempo. Fa emergere l'aspetto notarile della professione e, spingendo maggiormente verso l'autocertificazione, ci nobilita. Un cambiamento inevitabile che deve rappresentare un'opportunità per uscire dalla logica della bolletta doganale ed entrare in quella della professionalità».

Del fascicolo elettronico se n'è parlato nei giorni scorsi a Napoli in un convegno organizzato da Assospena e Agenzia delle Dogane. Un evento che ha messo insieme spedizionieri, doganalisti, agenti marittimi e autorità di controllo locali impegnandoli in un ricco dibattito sulle novità operative del Cdu, in particolare proprio sul fascicolo elettronico.

Sono gli articoli 162 e 163 del nuovo Codice Ue a stabilire la non obbligatorietà dell'allegazione dei documenti a corredo della dichiarazione doganale, documenti che dal primo maggio non sono più forniti sistematicamente alla dogana ma solo quando necessari per i controlli. In base a questa semplificazione, gli operatori possono utilizzare il fascicolo elettronico per la dichiarazione ordinaria "c/o dogana" (art. 162 Cdu) e "c/o luogo" (art. 139 Cdu). «Non è una procedura obbligatoria – spiega Forges – ma è chiaro che diventerà la prassi visto che porta notevoli vantaggi su costi e tempi». Nei primi giorni del suo utilizzo la dogana di Napoli è stata uno degli uffici più virtuosi. Come rende noto il capo area Verifiche e Controlli dell'Ufficio delle Dogane di Napoli 1, Raffaele Bandiera, ad oggi (dati aggionati a una settimana fa) su tremila operazioni più di un terzo sono avvenute utilizzando questa procedura, quindi senza richiedere il passaggio fisico in dogana. «Non è ancora fruibile al cento per cento, a causa di alcune tipologie di operazioni sulle quali stiamo lavorando. Inoltre l'interfaccia non è fluida e il suo utilizzo stanca visto che richiede di stare più tempo davanti a un monitor, ma ciò non toglie che è una semplificazione fondamentale», spiega Bandiera. «Cosa ho guadagnato col fascicolo elettronico? Risparmio economico nei tempi e nel personale utilizzato. Non rappresenta solamente una semplificazione ma soprattutto una velocizzazione dell'attività», aggiunge Antonio Sticco, presidente Accsea (Associazione Campana Corrieri Spedizionieri Internazionali Autotrasportatori e Logistici). L'intenzione di operatori e organismi di controllo è quella di creare una corsia preferenziale per chi utilizza il fascicolo elettronico. «In questa fase andrebbe incentivato unitamente alla figura dell'Aeo (Authorized economic operator, ndr) che è in un certo senso la "lista dei buoni"», commenta Alberto Libeccio (foto a destra), direttore interregionale Agenzia delle Dogane per la Campania e la Calabria, «è il punto di arrivo di un processo iniziato con la circolare 22D del 2009».

Verso la fine del convegno si è parlato di un'altra novità in arrivo, la pesatura obbligatoria dei container, in vigore dal primo luglio. «Attendiamo il decreto esplicativo ma al momento l'aria che tira è tutto sommato serena», spiega Andrea Mastellone, presidente Assoagenti e vicepresidente Confcommercio. «Il discorso è semplice - continua - il VGM [verified gross mass] va comunicato sostanzialmente dal caricatore all'armatore, non dal terminal. Se c'è qualcosa che ci preoccupa sull'arrivo della pesatura obbligatoria sono i tempi più che i costi, perché questi ultimi non ci sembrano particolarmente onerosi. Ma come risponderà il terminal a questa novità, quanto tempo ci vorrà a far uscire la merce?». 

Si va quindi verso una dogana europea unica. Pian piano, gradualmente e sperimentando, senza traumi, ma i segnali politici provenienti dalla comunità non sono incoraggianti. «La situazione è contraddittoria, penso alle recenti elezioni politiche in Austria e al referendum in Inghilterra di giugno: per un verso si va verso la semplificazione del movimento di merci e passeggeri, incoraggiando l'apertura delle frontiere, dall'altro si alzano muri. Abbiamo creato un mercato unico, ma per completare questo processo l'Ue deve andare oltre se stessa, verso un'unione politica», conclude Renato Aragno (foto, secondo da sinistra), direttore dell'Ufficio delle Dogane di Napoli 1.