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20 aprile 2024, Aggiornato alle 20,22
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Direttiva gigaliner: per Fermerci e Fercargo si rischia di danneggiare il settore ferroviario

Per le due associazioni il voto del parlamento Ue potrebbe ottenere l'effetto opposto rispetto a quello annunciato di ridurre le emissioni prodotte dall'autotrasporto


Secondo le associazioni Fermerci e Fercargo, è prossimo un voto del parlamento Ue che rischia di ottenere l'effetto opposto rispetto a quello auspicato. Martedì 12 marzo l'istituzione europea si esprimerà infatti sulla proposta di direttiva volta a modificare quella n.53 del 1996 che stabilisce le dimensioni massime dei veicoli pesanti nel traffico nazionale e internazionale e i pesi massimi dei mezzi pesanti impiegati nel traffico internazionale, proposta che ha tra gli obiettivi quello di ridurre le emissioni prodotte dall'autotrasporto. In merito a questo importante passaggio legislativo, Fermerci e Fercargo avvertono in una nota congiunta che la proposta potrebbe invece segnare "un duro colpo per il settore ferroviario" in quanto "potrebbe autorizzare la circolazione stradale dei gigaliner, camion dotati di semirimorchi più lunghi e più pesanti".

Le due associazioni di trasporto ferroviario merci sostengono che "l'insieme di queste norme non favorisce la sicurezza stradale e colpisce l'ambiente, perché limita lo sviluppo del trasporto intermodale e aumenta il rischio di congestionamento delle strade. La proposta, pertanto appare in forte contraddizione con gli obiettivi di sostenibilità ambientale introdotti dal Green Deal Europeo che individua nel trasporto ferroviario delle merci la modalità di trasporto ineguagliabile nel ridurre l'impatto ambientale delle catene di trasporto in Europa, grazie alle sue prestazioni in termini di emissioni di CO2 ed efficienza energetica".

Fercmerci e Fercargo riportano inoltre alcuni studi secondo i quali "il trasferimento modale inverso (ossia dalla rotaia alla strada) "potrebbe portare ad una diminuzione del 16% per il trasporto intermodale e del 21% per il trasporto merci su rotaia. Questo determinerebbe per il comparto l'accentuarsi di una crisi in corso da anni a causa di contingenze nazionali ed internazionali, ulteriormente aggravate dalle recenti tensioni in Europa e nel vicino Oriente".