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26 novembre 2022, Aggiornato alle 18,56
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Infrastrutture

Diga di Genova, Tar accoglie ricorso contro l'aggiudicazione dell'opera

I lavori, assegnati a Webuild e Fincantieri, si fermano fino al 18 novembre per via del ricorso di Eteria, Acciona ed RCM Costruzioni


Il Tribunale amministrativo della Liguria ha sospeso i lavori per la costruzione della diga foranea di Genova, un'opera da quasi un miliardo di euro assegnata a ottobre scorso alla cordata formata da Webuild e Fincantieri.

Il Tar ha accolto il ricorso di Eteria, Acciona ed RCM Costruzioni (arrivati secondi nella gara di assegnazione dell'opera), su cui si pronuncerà il 18 novembre. Fino ad allora il cantiere, non ancora avviato del tutto, resterà fermo. La ragione dell'accoglimento del ricorso, spiega il Tar, è dovuta sostanzialmente alla veloce procedura commissariale dell'aggiudicazione, che pur essendo ovviamente lecita frustra «irrimediabilmente l'interesse primario del ricorrente all'aggiudicazione della commessa».

Il consorzio di cui fa parte Fincantieri Infrastructure Opere Marittime, guidato da Webuild e che comprende anche Fincosit e Sidra, realizzerà la nuova diga foranea del porto di Genova per un valore complessivo a base d'asta di 928 milioni di euro. Fincantieri Infrastructure Opere Marittime partecipa al consorzio realizzatore con una quota pari al 25 per cento. L'opera, divisa in due fasi di cui la prima già finanziata, rientra nel programma straordinario per la ripresa del porto di Genova, sarà cofinanziata dal governo con risorse del fondo complementare al PNRR e potrà beneficiare del decreto "Aiuti".

La complessità dell'opera
Commissionata dall'Adsp, la nuova diga foranea consentirà l'accesso in sicurezza (al porto) a navi portacontainer lunghe fino a 400-450 metri, ossia il doppio di quelle che possono transitare oggi, adeguando lo scalo ligure alle esigenze delle maggiori compagnie di navigazione. Sarà la più costosa infrastruttura portuale mai realizzata. Avrebbe dovuto essere avviata per gara a fine giugno ma la crisi economica degli ultimi mesi, con la guerra in Ucraina, l'inflazione e il rialzo dei costi di materie prime ed energia (senza dimenticare due anni di pandemia) hanno spinto Regione Liguria e Autorità di sistema portuale ad avviare un'interlocuzione diretta con le cordate di costruttori, dopo che questi ultimi avevano rifiutato di partecipare alla gara proprio per via delle troppe incertezze su costi e tempi di realizzazione. Nel frattempo, a metà settembre, è stata anche resettata per conflitto di interessi la terna di esperti che ha aggiudicato il progetto. I costi iniziali della diga, risalenti al 2018 e quantificati da Invitalia, sono stimati in circa 1,3 miliardi di euro. È una cifra non più attendibile, che dovrà essere ritoccata al rialzo almeno di qualche centinaio di milioni di euro. 

L'opera
Il progetto prevede la separazione del traffico merci da quello crociere con l'apertura a Levante. Si prevede lo spostamento dell'attuale diga foranea, diventata troppo "stretta", visto che risale agli inizi del secolo scorso, quando le navi che entravano nei porti erano più piccole. I lavori prevedono quindi l'allargamento del bacino di ingresso. L'avanzamento a mare è di circa mezzo chilometro, per una lunghezza di poco meno di 5 chilometri su fondali medi di 40 metri. Fatta l'opera, potranno entrare navi portacontainer fino a 22 mila TEU. La configurazione della nuova diga foranea consentirà l'ingresso di grandi navi portacontainer da 400 metri di lunghezza e 60 metri di larghezza. L'intervento prevede la creazione di un canale di accesso a levante, lungo 2,800 metri, che arriverà ad una larghezza di 400 metri davanti alle banchine di Sampierdarena.

Tag: genova