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28 luglio 2021, Aggiornato alle 16,09
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Dicembre decisivo per i debiti Moby e Tirrenia

Con il tribunale che ha decretato il concordato d'impresa, il prossimo passo ora è racimolare soldi da dare a banche, obbligazionisti e amministratori straordinari

(RealCarlo/Flickr)

Sarà dicembre prossimo il mese in cui si deciderà dei debiti di Moby e Compagnia Italiana di Navigazione (CIN). Il tribunale di Milano ha incluso anche la proprietaria della ex Tirrenia nel concordato d'impresa decretato ieri. La votazione dei creditori di Moby è stata fissata il 13 dicembre mentre quella di CIN una settimana dopo, il 20.

Per quanto riguarda Moby, il piano di rimborso sarà valutato in particolare dagli istituti di credito finanziatori (originariamente per 260 milioni) e dagli obbligazionisti (300 milioni di euro), che detengono oltre il 50 per cento dell'esposizione debitoria.

Su CIN pende invece il contenzioso con i commissari straordinari, principali creditori, ai quali spettano 180 milioni. Il piano concordato si basa, da una parte, sui flussi del business plan 2021-2025, pari a 159 milioni; dall'altro lato sulla vendita di cinque navi da cui ricavare circa 100 milioni. 

Nella sentenza, il Tribunale di Milano afferma di non disporre «di elementi per affermare che Cin stia utilizzando lo strumento del concordato con modalità tali da arrecare un ingiustificato sacrificio per i creditori, dilatando in modo abnorme la durate del procedimento». L'ulteriore complessità debitoria, infatti, risiede nel fatto che CIN può aver travasato risorse su Moby, senza dimenticare che entrambe rientrano nel gruppo Onorato Armatori.

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