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20 settembre 2019, Aggiornato alle 15,59
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Armatori

Demolizioni illegali, armatore olandese multato di 3 milioni

Il caso riguarda una nave smantellata nel 2013 ad Alang, in India


La società armatoriale olandese Holland Maas Scheepvaart Beheer II BV è stata multata di 780 mila euro ed ha pagato un accordo di 2,2 milioni di euro (per un totale di quasi 3 milioni) per aver arenato una nave da demolire in India. Ne dà notizia la ong ambientalista Shipbreaking Platform.

Nel 2013, Holland Maas Scheepvaart Beheer II BV, una sussidiaria di WEC Lines BV, ha venduto in contanti la HMS Laurence ad una società specializzata nel commercio di navi da smantellare. L'unità è finita ad Alang, in India, dove è stata rotta in condizioni che "causano gravi danni all'ambiente e mettono a repentaglio la salute dei lavoratori e della popolazione locale", secondo il pubblico ministero olandese. La demolizione di navi su distese fangose di marea, ricorda la Piattaforma, non è consentita in Europa e l'esportazione di materiali pericolosi dall'Ue ai paesi in via di sviluppo è vietata.

A seguito di indagini penali sull'esportazione illegale della nave dall'Italia, il Pm olandese ha accettato un accordo di 2,2 milioni di euro: l'importo che l'armatore aveva guadagnato vendendo la nave al cantiere. Il procuratore ha dichiarato di aver accettato l'intesa in quanto la società ha annunciato che prenderà misure per evitare di rottamare le navi sulle spiagge in futuro.

"È molto incoraggiante vedere che gli armatori sono ritenuti responsabili per il traffico di navi tossiche",  afferma Ingvild Jenssen, direttore esecutivo e fondatore della ong Shipbreaking Platform. "È inoltre incoraggiante vedere che WEC Lines BV è ora impegnata nel riciclaggio sicuro e pulito della sua flotta al largo della spiaggia. Con ciò si uniscono ad altri armatori responsabili, come l'olandese Boskalis, il tedesco Hapag Lloyd, e le società scandinave Wallenius-Wilhelmsen e Grieg, che hanno già – conclude Jenssen - politiche di riciclaggio sostenibili che escludono chiaramente il beaching".