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24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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d'Amico è in perdita nel 2016

Bilancio negatico per 12,8 milioni di dollari. I noli sono «storicamente bassi»


Il gruppo armatoriale d'Amico International Shipping (DIS) ha chiuso il bilancio dell'anno scorso con una perdita di 12,8 milioni di dollari, da imputare al livello «storicamente basso» raggiunto dai noli, come ha spiegato l'amministratore delegato del gruppo Marco Fiori. «Il livello elevato – spiega - delle scorte ottenuto nel corso dei mesi precedenti e del 2015, assieme all'ingresso di un numero elevato di navi, hanno portato a una pressione al ribasso sui noli. Tuttavia DIS mantiene una visione molto positiva del mercato delle navi cisterna nel medio lungo termine».

Al netto della svalutazione di cinque navi destinate alla vendita, la perdita è stata di 6,2 milioni. Nel 2015 l'utile netto è stato di 54,5 milioni. L'Ebitda è stato di 55 milioni, in calo del 43,4 per cento. L'utile operativo di 10,1 milioni (-84,1%). Infine, i ricavi base time charter sono scesi a 261,4 milioni, in calo del 15,9 per cento. «Da un lato – commenta Fiori - abbiamo beneficiato del nostro tradizionalmente elevato livello di copertura da contratti a tariffa fissa (46 per cento dei giorni nave disponibili ad un tasso fisso medio giornaliero pari a 15,214 dollari) che garantisce una buona protezione contro la volatilità del mercato spot e dall'altro abbiamo gradualmente ridotto la nostra flotta in time charter-in, a breve termine, al fine di minimizzare l'esposizione al mercato». 

«Dal lato della domanda – continua Fiori - ci attendiamo un buon livello di crescita sulla scia del fenomeno di allontanamento delle raffinerie dai principali luoghi di consumo che dovrebbe incrementare la domanda di tonnellaggio miglia. Dal lato dell'offerta invece si prevede una crescita bassa per i prossimi due anni soprattutto se paragonata al dato storico, con l'attuale orderbook di navi medium range vicino ai livelli più bassi degli ultimi vent'anni e una limitata attività di investimento in nuove navi al momento. Allo stesso tempo le nuove leggi sull'ambiente che vedremo implementare gradualmente porteranno ad una ulteriore riduzione dal lato dell'offerta, favorendo gli armatori con una flotta giovane e moderna come la nostra».