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28 ottobre 2020, Aggiornato alle 21,53
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Dalle navi il 90 per cento della CO2 portuale

I dati vengono dal Documento di Pianificazione energetica del sistema portuale di Livorno, che fotografa una realtà applicabile a tutti i porti commerciali italiani

Il porto di Livorno

Le tonnellate di anidride carbonica emesse ogni anno dai porti commerciali della Toscana sono circa 200 mila, di cui il 90 per cento prodotte nell'area di Livorno. Le navi sono la principale fonte di emissione, pari al 90 per cento del totale, che emettono anidride carbonica senza sosta, in approdo, sosta e partenza.

Sono gli ultimi dati ambientali dei ricercatori e dei funzionari dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno Settentrionale, contenuti nel Documento di Pianificazione Energetica e Ambientale, presentato nei giorni scorsi in un evento online organizzato a Palazzo Rosciano, nel porto di Livorno, con circa 40 partecipanti tra authority ed esperti di ambiente. Dati di riferimento nazionale perché fotografano una situazione applicabile a tutti i porti. Nel caso del sistema portuale di Livorno, confermano gli studi precedentemente svolti dall'AdSP con il progetto Climeport del 2010. 

Al di là del sensazionalismo che c'è spesso dietro questo dato, è un riferimento utile per capire come intervenire per ridurre le emissioni provenienti dall'attività commerciale portuale. In primo luogo, mostra come non bisogna intervenire su più fronti ma, più semplicemente ma non per questo senza difficoltà, principalmente sull'abbattimento delle emissioni navali.

Sulla base di questi risultati, nell'immediato l'Adsp livornese avvierà ricerche e studi di fattibilità adeguare le reti elettriche portuali alle esigenze di consumo futuro, soprattutto a Piombino e Livorno, e valutare la possibilità di fornire energia elettrica ai traghetti che stazionano di notte e Portoferraio, il cosiddetto cold ironing. La gestione potrebbe anche basarsi sui consorzi di acquisto, recentemente introdotta nella normativa europea.

«Alla luce della fotografia attuale delle emissioni di CO2 dei porti, è possibile adesso sia prevedere obiettivi di riduzione delle emissioni conformi agli obiettivi nazionali, monitorandone l'andamento nel tempo, sia individuare obiettivi specifici per ogni porto del Sistema, definendo azioni infrastrutturali e misure di incentivazione mirate a migliorare la gestione energetico-ambientale delle attività», spiega il responsabile del Deasp per l'Adsp, Claudio Vanni, che ha ricordato come le previsioni dei Piani Regolatori Portuali vigenti già mirino al «miglioramento dell'efficienza energetica dei trasporti e delle operazioni portuali, spostando ad esempio il trasporto merci quanto più possibile su ferrovia. Non inventiamo niente di nuovo - ha concluso Vanni - quello che vogliamo fare in ambito portuale è consentire l'approvvigionamento di elettricità a basso costo e pulita, prodotta cioè da fonti rinnovabili».
 

Tag: ambiente