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21 settembre 2020, Aggiornato alle 18,35
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Politiche marittime

Costa Concordia, terminata la demolizione

Dopo quasi tre anni dall'arrivo a Genova, si chiude un laborioso processo di smaltimento e riciclo. Il 90 per cento della nave sarà riutilizzato


Ora che si è concluso il processo di demolizione, quasi tutti i pezzi della nave Costa Concordia sono stati riutilizzati e riciclati. Lo rende noto il consorzio Genova Industrie Navali, holding costituita nel 2008 dall'unione degli storici cantieri genovesi, T. Mariotti e San Giorgio del Porto, che si è occupata, nello scalo ligure, del processo di "smontaggio" della nave da crociera naufragata sull'Isola del Giglio la sera del 13 gennaio 2012.

Si è trattato di uno dei più importanti lavori di recupero e riciclo di una grande nave nel Mediterraneo. «Il successo del progetto Concordia rappresenta un riconoscimento dell'alto valore dell'ingegneria navale genovese e italiana - si legge in una nota-, dimostrando al contempo l'importanza di un'attività di demolizione navale attenta all'ambiente e rispettosa della sicurezza dei lavoratori in accordo con le più recenti normative europee».
 
I numeri dello smaltimento
Dall'arrivo del relitto a Genova, il 27 luglio 2014, sono passati meno di tre anni. Gli impiegati coinvolti sono stati 350, le ore complessive di lavoro circa 1 milione. 78 le aziende e i fornitori coinvolti, quasi tutti italiani. È stata riciclata quasi tutta la carcassa della nave, pari a 53 mila tonnellate (il 90 per cento del peso, considerando una stazza lorda di 114 mila tonnellate) che hanno richiesto quasi 4 mila viaggi verso impianti italiani. Il materiale smaltito è stato invece pari a 8 mila tonnellate, in oltre 850 viaggi.