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29 ottobre 2020, Aggiornato alle 08,41
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Cosco potrebbe sospendere le toccate su Genova

In attesa del ritorno alla normalità della circolazione autostradale. Lo ha detto il manager di Coscon Italy, Marco Donati, parlando di una "situazione devastante"


L'ultima brutta notizia per Genova è che il grosso operatore cinese Cosco potrebbe sospendere gli approdi, bruciando quasi un decimo dei container movimentati ogni anno dallo scalo ligure. La città è sotto stress da settimane per via della cattiva viabilità dovuta ai numerosi cantieri autostradali e all'assenza del Ponte Morandi. Passare da lì ritarda eccessivamente le consegne.

Cosco movimenta su Genova circa 170 mila teu l'anno, su un totale di 2,3 milioni di teu movimentati dal porto ligure. Una quota rilevante da parte del primo armatore della Cina, tra il 7 e l'8 per cento.

La situazione l'ha spiegata al Sole 24 Ore Marco Donati, general manager di Coscon Italy, inquadrando le ragioni di una sospensione degli approdi in attesa del ritorno a una relativa normalità. «I porti italiani che abbiamo suggerito ai nostri clienti come valida alternativa a Genova – ha detto Donati - sono quelli dove Cosco è presente ed è in grado di garantire un servizio al massimo livello. Da Genova partono e arrivano le nostre portacontainer da tutta l'Asia, dagli Stati Uniti, dall'Africa occidentale, dall'intero Mediterraneo e dall'area che va dal Canale di Suez all'India. Un network di traffici globale, in ostaggio di una devastante situazione autostradale, gestita, secondo il nostro punto divista, con poca trasparenza. Comprendiamo l'importanza dei controlli, ma non si può tenere in scacco un intero porto e suoi operatori».