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14 novembre 2019, Aggiornato alle 17,31
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Convenzione Tirrenia, l'Antitrust boccia il rinnovo

Secondo l'Agcm non ci sono le condizioni per una proroga, che costituisce anche il presupposto necessario alla fusione Moby-Cin


L'Antitrust dà ragione al governo: non ci sono le condizioni per una proroga alla convenzione tra Tirrenia e lo Stato, il quale eroga all'ex compagnia di bandiera 72 milioni di euro l'anno affinché questa garantisca la continuità territoriale. Né ci sono le condizioni per una fusione tra Moby e Cin, visto che contemplerebbe proprio la convenzione per andare a buon fine, cosa non pertinente per un'operazione tra soggetti privati. È il responso che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) fornisce al ministero dei Trasporti, in un parere motivato richiesto, sull'affidamento dei servizi di trasporto marittimo. La convenzione Stato-Tirrenia vige dal 2012 e scade il 18 luglio 2020. L'Agcm suggerisce al ministero dei Trasporti di valutare ora la possibilità o meno di rimettere a gara la convenzione, verificando prima i fabbisogni di mobilità verso le isole italiane, da un lato, e l'offerta dei servizi dall'altro.

Il 17 ottobre scorso le assemblee di Moby e Compagnia Italiana di Navigazione (Cin, entrambe del gruppo Onorato) hanno deliberato la fusione delle due compagnie. Una fusione sospesa, come evidenzia anche l'Antitrust, dopo che i commissari di Tirrenia (la società è in amministrazione straordinaria) hanno esercitato il diritto di opposizione - impugnato al tribunale di Milano - perché secondo loro la nuova società non garantirebbe patrimoni sufficienti, mettendo a rischio il credito che lo Stato esecita su Cin per l'acquisto del ramo d'azienda di Tirrenia. La nuova società costituita con queste premesse, scrive l'Agcm, «risulterà gravata dai debiti ora facenti capo alle società partecipanti alle fusione e la scadenza di tali debiti travalica l'orizzonte temporale dell'attuale convenzione di alcuni anni». 

In altre parole, la fusione, per raggiungere il suo scopo, contempla necessariamente il mantenimento della convenzione. L'Agcm, infatti, scrive: «sembra che uno dei presupposti per la realizzazione della fusione tra Cin e Moby sia la proroga dell'attuale scadenza della convenzione, prevista per il 18 luglio 2020, quantomeno al 2022/23. L'obiettivo di garantire la continuità aziendale della società risultante dall'eventuale fusione tra Moby e Cin anche successivamente al 18 luglio 2020 non pare in alcun modo una circostanza che possa giustificare una deroga ai principi e dunque consentire un'eventuale proroga della convenzione».