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30 novembre 2020, Aggiornato alle 20,13
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Confetra: un po' di cassa dalle autorità portuali per ristorare i terminal

Bilancio positivo sul Dl Rilancio da parte della confederazione delle imprese logistiche, anche se 16 milioni di risorse per i 200 terminal portuali italiani sembrano troppo pochi

Il palazzo del Bazzani, la stazione marittima di Napoli

Un DL Rilancio che destina molte risorse alle imprese ferroviare e aeree (ma la sovrapposizione tra controlli merce e passeggeri è dietro l'angolo), che tutela i corrieri e congela i tributi all'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) e all'Antitrust, ma che destina ben poco ai terminal portuali, merci e passeggeri. E con le Autorità portuali in avanzo di cassa, gli aiuti per la logistica portuale sarebbero potuti essere ben più consistenti.

Sul "Dl Rilancio", l'ultimo decreto economico del governo pubblicato in Gazzetta il 19 maggio, Confetra presenterà al governo una serie di emendamenti per aggiustarlo. Un bilancio positivo da parte di Ivano Russo, direttore della confederazione delle aziende logistiche italiane, anche se «vi è un grande tema politico-trasportistico che riguarda il ruolo che alla portualità tale provvedimento vorrà riconoscere». «Non possiamo tollerare - continua - che le oltre 200 imprese terminalistiche portuali vengano indennizzate con appena 16 milioni di riduzione dei canoni concessori, a fronte di una riduzione media dei volumi del 40 per cento o, come nel caso dei terminal crociere, con i fatturati praticamente azzerati». La soluzione, secondo Russo, è «lasciare libere le Autorità di sistema portuale, che hanno avanzi di bilancio, di poter ristorare i propri concessionari, seppur entro un limite massimo di 10 milioni per ogni Autorità. Non complessivi». Un ultimo appunto sulla governance: che sia una volta per tutte la Conferenza nazionale della Autorità di sistema portuale «a dettare, di intesa con il ministero dei Trasporti, linee guida di applicazione omogene per tutti gli scali».

Il direttore di Confetra sottolinea come con il DL Rilancio ora ci sia maggiore tutela operativa ai corrieri che consegnano beni di prima necessità. Inoltre, i benefici del Ferrobonus sono stati settati «su un più realistico criterio di accesso», «coerente con la devastazione di volumi e fatturati imposta dalla pandemia». Infine, sono stati congelati i versamenti dovuti dal settore all'Autorità di Regolamentazione dei Trasporti e all'Antitrust. 

Per quanto riguarda il settore aeroportuale, la norma andrebbe meglio declinata: sì a tutele maggiori per il personale delle compagnie ma «senza norme equivoche che potrebbero essere poi imposte anche ad altre attività logistiche, che riguardano le merci, e che si svolgono in ambiti aeroportuali». 

Queste sono le richieste correttive che Confetra sta presentando al governo e in audizione alle commissioni e ai gruppi parlamentari. Va da sé che «questo decreto – conclude Russo - rappresenta un buon strumento per provare a far sopravvivere le nostre imprese. Per parlare tuttavia di vero rilancio occorrerà puntare a coraggiose semplificazioni e a una riduzione strutturale e importante del cuneo fiscale. Soprattutto per questo secondo aspetto, parliamo di svariati miliardi di euro. Speriamo che la partita sul Recovery Found vada a buon fine, e che entro l'estate si possa riprendere il tema in vista della manovra di settembre».