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14 novembre 2019, Aggiornato alle 17,31
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Logistica

Confetra: frena il trasporto nella seconda metà del 2018

Tengono il comparto stradale e quello corrieristico, rallentano ferroviario, aereo e marittimo


Nel secondo semestre del 2018 tutte e modalità di trasporto hanno registrato in Italia un deciso rallentamento, vanificando quasi del tutto l'inizio positivo dell'anno scorso. L'andamento del settore è analizzato nella Nota Congiunturale 2018 elaborata dal Centro Studi Confetra - Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica. La "frenata" è cominciata nella seconda metà del primo semestre e si è accentuata nella seconda metà dell'anno ripercorrendo l'andamento dell'indice della produzione industriale rilevato dall'Istat: nei primi sei mesi una crescita media dei tassi tendenziali del +2,7% che va affievolendosi con il trascorrere dei mesi e un secondo semestre con una media del -1,3% che porta la media dell'intero anno al +0,7%.

Comparti stradale e corrieristico
Come nel primo semestre, i comparti che meno hanno risentito di questa congiuntura sono stati quello stradale e quello corrieristico la cui crescita risulta comunque rallentata. Il primo ha fatto registrare un +2,4% nel groupage e un +2,5% nell'internazionale a carico completo (contro un +6,1 ed un +6,5 nel 2017), confermato sia dal traffico autostradale cresciuto del 2,6% nei primi undici mesi, sia dai transiti nei valichi alpini aumentati del 3,3%. Il ramo corrieristico ha registrato un +2,5% nelle consegne nazionali (contro un 3,5 dell'anno precedente) ed un +4% in quelle internazionali (contro un 6,9 del 2017) coerente con la continua espansione dell'e-Commerce. Gli acquisti on line degli italiani da siti nazionali ed internazionali raggiungono infatti i 27,4 miliardi di euro. 
 
Trasporto ferroviario, aereo e marittimo
In terreno negativo il dato del trasporto ferroviario (-0,4% treni/km) e quello aereo (-0,4% in tonnellate) che segnano una brusca frenata rispetto alle attese. Si rileva una flessione di Malpensa -3,2% ed una crescita di Fiumicino +11%. Anche il trasporto via mare mostra un peggioramento rispetto ai dati semestrali ed al trend degli anni 2016/2017. Tiene il traffico containerizzato di destinazione finale (+4,8%, ma contro il + 7,4 dell'anno precedente) e quello RO-RO +2,5% che nei primi sei mesi era stato del +4,7%, e nel 2017 del + 8,1% . Passano in terreno negativo Rinfuse liquide -1,0% e Rinfuse solide -4,6% e continua ad arretrare drammaticamente il transhipment (-10,1%, nel 2017 -10%) con il -56,3% di Cagliari ed il -4,9% di Gioia Tauro.

Il fatturato
Relativamente al fatturato, sia l'autotrasporto sia le spedizioni internazionali segnano una tendenza in linea con quella del traffico confermando la staticità delle tariffe. Fortemente indicative del "sentiment" degli operatori e del clima di incertezza le previsioni di traffico per il primo semestre del 2019. Per il 2018 il nostro campione di Aziende prevedeva per il 59% traffici stabili (erano cresciuti in modo sostenuto nel 2017) e per il 41 ulteriore crescita. La percentuale di coloro che ne prevedevano il calo era 0 mentre a fine 2018 è del 12,2. Il 56,8 si aspetta stabilità ed il 31,1 crescita.

Il commento
"La Banca d'Italia - dichiara il presidente di Confetra Nereo Marcucci - rileva nel bollettino gennaio 2019 che «continuano a peggiorare le prospettive del commercio mondiale. Sulle prospettive globali gravano i rischi relativi ad un esito negativo del negoziato commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, al possibile riacutizzarsi delle tensioni finanziarie nei Paesi emergenti e alle modalità con le quali avrà luogo la Brexit». Il rallentamento dell'attività economica in Cina aggiungerà a parere di molti esperti, ulteriori elementi negativi. A questi fattori esogeni che – sempre secondo la Banca d'Italia – «hanno influenzato le valutazioni prospettiche delle imprese sugli ordinativi esteri» spero non si debbano sommare – come è accaduto nel 2018 - la riduzione della domanda interna in particolare degli investimenti ed, in misura minore, della spesa delle famiglie e la diminuzione della produzione industriale in Germania, Francia e Italia. Per il nostro settore economico e per il Paese – conclude Marcucci - è indispensabile una azione del Governo e dell'Europa fortemente orientata in senso anticiclico cioè verso gli investimenti in infrastrutture utili".