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23 settembre 2020, Aggiornato alle 17,15
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Politiche marittime

Civitavecchia vicina a liberalizzare le sue banchine

L'Adsp presenta all'Organismo di partenariato la bozza di provvedimento per adibire alcune aree portuali ad uso multipurpose, cercando di favorire tutti allo stesso modo

Il porto di Civitavecchia (googlemaps)

Penultimo passo ufficiale verso la flessibilità dell'utilizzo delle banchine pubbliche del porto di Civitavecchia, come la banchina 24 (da sempre oggetto di contesa tra gli armatori) che diventerà multipurpose. Oggi, il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo, ha presentato all'Organismo di Partenariato una bozza di provvedimento volta ad introdurre misure straordinarie indipendenti dalle destinazioni funzionali del Piano Regolatore. Per far fronte all'emergenza sanitaria, infatti, il "Decreto Rilancio" al comma 9 dell'articolo 199 permette di destinare temporaneamente aree portuali per usi diversi dal solito. 

L'Adsp sottolinea che il provvedimento è in linea con l'ottimizzazione delle aree commerciali. «A partire da oggi e fino ai sei mesi successivi alla fine dell'emergenza da Coronavirus, sulle banchine pubbliche potrà essere scaricata qualsiasi tipologia di merce», spiega di Majo. «Ci sarà continua - nel caso, un adeguamento del regolamento sulle operazioni portuali relativamente alla sosta temporanea delle merci in banchina che, in termini di franchigia, sarà ridotto al solo tempo necessario allo svolgimento delle operazioni di scarico della nave, affinchè sia salvaguardato il massimo utilizzo della banchina da parte di tutti. Stiamo rispondendo alle numerose richieste di accosto in sosta inoperosa delle navi da crociera e merci che sono in attesa di riprendere le attività commerciali nel Mediterraneo. Questa disponibilità va intesa anche in un'ottica di fidelizzazione delle compagnie armatoriali che, prima del fermo, avevano avviato a Civitavecchia importanti attività come il trasferimento presso l'interporto di tutte le attività di rifornimento per le unità che navigano nel Mediterraneo». Unità che, sottolinea di Majo, garantiscono tra l'altro alcuni servizi delle imprese locali, come, per esempio, la provveditoria marittima, le provviste di bordo, lo smaltimento dei rifiuti.

Per quanto riguarda nuove forme di sostegno alle attività, in questo periodo di recessione, le organizzazioni sindacali hanno chiesto lo sblocco di una quota parte del fondo accantonato per i contenziosi. Su questo, ha detto di Majo, «faremo una richiesta al Collegio dei Revisori per verificare la possibilità dello svincolo di una quota per assicurare la funzionalità e l'operatività del porto, salvaguardando così anche i livelli occupazionali».