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18 dicembre 2018, Aggiornato alle 16,30
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Armatori - Logistica

Chi sono i re della logistica, secondo Lloyd's List

Guardando ai capitali e alle proprietà: Maersk, Cosco Shipping e Cma Cgm. Msc è quarta. Grimaldi decima


I tempi sono cambiati da quando a trasportare i container erano singole compagnie marittime. Oggi non è più così, non solo per il fatto che gli armatori si sono alleati ma anche perché sul trasporto dei container l'influenza armatoriale non è più preponderante. A guardare chi sono i principali "gestori", influencer, dei container l'usuale classifica che vede Maersk, Mediterranean Shipping Company (Msc) e Cma Cgm sul podio non basta più.

Il Lloyd's List ha stilato una speciale classifica delle major dei container guardando non solo la proprietà della flotta ma anche dei terminal, le alleanze e le capitalizzazioni. Se siamo entrati nella nuova era del trasporto marittimo "di terra", ovvero nella gestione dell'intero ciclo logistico da parte di sempre meno attori, la graduatoria va allargata anche a quelli che il trasporto container lo gestiscono indirettamente con le loro spedizioni e i loro capannoni (si pensi ad Amazon).

1. Soren Skou, Maersk
Il primo posto non è cambiato: la compagnia danese Maersk regna. È l'armatore più moderno che c'è. Sviluppa una sua blockchain e subisce attacchi informatici (costati, secondo il CEO Soren Skou - foto in alto -, circa 300 milioni di dollari). 

2. Xu Lirong, Cosco Shipping
Al secondo posto non troviamo Msc ma China Cosco Shipping Group, guidata da Zu Liron. Fusione di China Shipping e Cosco, possiede il 51 per cento di Noatum Ports (terminal a Valencia e Bilbao) e, una volta acquisito Oocl, sarà destinata a gestire il Long Beach Terminal Container, lo  «stato dell'arte del terminalismo», come lo ha definito Lloyd's List. 

3. Famiglia Saadé, Cma Cgm
A febbraio dello scorso anno Rodolphe Saadé è salito alla guida della compagnia, succedendo al papà Jacques. L'armatore con sede a Marsiglia sviluppa più di tutti le propulsioni a gas per le sue navi, in particolare quelle di ultima generazione da 22 mila teu. A dicembre, infatti, ha stretto un accordo con Total per farsi rifornire 300 mila tonnellate di LNG l'anno per 10 anni a partire dal 2020.

4. Famiglia Aponte, Msc 
«Non pensiamo di assorbire altre compagnie», ha ribadito in più occasioni il CEO Diego Aponte, figlio del fondatore Gianluigi. «Abbiamo la nostra strategia – spiega – la nostra filosofia che si sviluppa sempre organicamente. Così, non parteciperemo alla partita della consolidazione industriale».

5. Jeremy Nixon, Ocean
È il CEO dell'alleanza armatoriale ONE (Nyk, K Line, Mol) che partirà ad aprile con due servizi verso l'Italia. 

6. Robert Uggla, Ap Moller Holding
Da quando Ap Moller-Maersk ha venduto il comparto tanker ad Ap Moller Holding per 1,2 miliardi di dollari, il CEO di Ap Moller Holding è emerso all'improvviso come un importante attore dello shipping. 

7. Jeff Bezos, Amazon
Non c'è molto da dire, se non che è L'AZIENDA di spedizioni del mondo.

8. Klaus-Michael Kuhne, Kuehne+Negel
Con un patrimonio stimato da Forbes in 10 miliardi, ha una significativa quota all'interno di Hapag-Lloyd.

9. Rolf Habben Jansen, Hapag Lloyd
L'anno scorso si è fusa con la compagnia araba Uasc ma soffre di consistenti debiti. Nonostante gli ottimi ricavi, l'indebitamento netto della compagnia è di 7,3 miliardi di dollari.

10. Famiglia Grimaldi, Grimaldi Group
La compagnia guidata dai fratelli Gianluca ed Emanuele, e dal cognato Diego Pacella, costituisce un unicum in Europa, essendo l'unico armatore specializzato, in maniera preponderante e con un market share altrettanto significativo, nel trasporto dei rotabili. Non solo. Nelle sue navi trasporta container, passeggeri, le auto Fiat-Crysler destinate agli Stati Uniti. Possiede operatori, terminal, concentrandosi in Europa e nelle regioni del Nord e del Sud dell'Atlantico. Possiede Atlantic Container Line, Finnlines, Minoan Lines e Malta Motoways of the Seas, perseguendo la filosofia aziendale dell'alta partecipazione azionaria e della bassa esposizione bancaria, che per ora paga: il fatturato è di 2,9 miliardi di euro con rendimenti consolidati del 10 per cento. Nei prossimi quattro anni dovrebbe investire 4 miliardi per far realizzare nuove navi e ammodernare le esistenti. È uno degli armatori cresciuti di più: negli ultimi dieci anni il valore del gruppo è raddoppiato, per di più nel corso del «peggiore periodo della storia dello shipping», come ha affermato più volte Emanuele Grimaldi. Ha una flotta di 114 navi (di cui 40 pagate in toto), 13 mila dipendenti e tocca 120 porti in 50 paesi.
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Immagine in alto, Soren Skou, CEO Maersk Group