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29 ottobre 2020, Aggiornato alle 08,41
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Cabotaggio, Assarmatori torna a chiedere indennizzi per i traghetti

In audizione alle commissioni congiunte di Affari costituzionali e Lavori pubblici, il segretario Alberto Rossi ha riassunto le problematiche del settore: indennizzi, crociere e cambio equipaggi

Alberto Rossi, segretario generale di Assarmatori

Aiuti urgenti alle compagnie che gestiscono i traghetti sulle Autostrade del Mare e sulle rotte per le isole maggiori e a quelle che garantiscono i collegamenti di corto raggio. È questa una delle principali richieste che Assarmatori rivolge al Parlamento. Il segretario generale dell'associazione, Alberto Rossi, nel corso di un'audizione tenuta alle Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato, in vista delle discussione del decreto Semplificazioni, ha ricordato come il trasporto marittimo, che è una delle infrastrutture essenziali per il Paese, non si sia mai fermato durante i mesi di lockdown, garantendo la continuità territoriale e il mantenimento della catena logistica indispensabili ai rifornimenti per la popolazione e le imprese. 

Questo sforzo è costato alle aziende del settore perdite operative su base annua fino al settanta per cento del fatturato, «e finora dal governo non è arrivato alcun indennizzo», ha affermato Rossi. «L'unico aiuto diretto, peraltro solo per le imprese di cabotaggio iscritte al primo registro, e che era stato inserito proprio nel decreto Semplificazioni, è saltato all'ultimo momento. Per la vera ripartenza del Paese, occorre un aiuto a tutto il comparto del trasporto marittimo di corto e lungo raggio per scongiurare il dissesto dei servizi e l'emergenza occupazionale».

Inoltre, auspica Rossi, il governo dovrebbe autorizzare «in tempi più rapidi possibili il protocollo crociere condiviso con il ministero dei Trasporti, il ministero della Salute, le Capitanerie di porto, le associazioni di categoria e approvato dal Comitato Tecnico Scientifico. Le Crociere sono già partite in Asia e in Germania. L'Italia non può rimanere indietro». Parimenti, l'intero cluster marittimo ha definito con il Comando Generale delle Capitanerie di Porto e con il MIT una lista di norme semplificative che dovrebbero essere tradotte in legge per dare impulso alla bandiera italiana recuperando la competitività perduta. 

Estremamente urgente è anche un'azione congiunta con altri Paesi per superare le tante e contradditorie normative nazionali che impediscono la rotazione degli equipaggi, determinando l'insostenibile situazione che vede in ogni parte del Mondo decine di migliaia di marittimi bloccati sulle rispettive navi. L'Internazional Maritime Organization l'agenzia delle Nazioni Unite deputata alla navigazione marittima, dallo scorso maggio ha emesso una circolare che funge da quadro di riferimento per protocolli che possano agevolare le rotazioni degli equipaggi a bordo delle navi. Diverse nazioni hanno già aderito a questo protocollo, l'auspicio di Assarmatori è che lo faccia presto anche l'Italia.