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16 luglio 2024, Aggiornato alle 19,41
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Infrastrutture

Brindisi, aggiudicata gara per realizzare la cassa di colmata

L'opera richiede un investimento di circa 43 milioni di euro stanziati nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr)


Il presidente dell''Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSP MAM), Ugo Patroni Griffi, nella sua veste di commissario straordinario, ha firmato ieri il decreto di aggiudicazione in favore di "A.T.I. Ricciardello Costruzioni S.p.A/ Consorzio Stabile Build S.C.A R.L", con sede legale a Roma, per la realizzazione della cassa di colmata tra il Pontile Petrolchimico e Costa Morena Est.

La realizzazione della cassa di colmata e la proposta di nomina dei relativi commissari straordinari era stata inserita, nel marzo 2022, nell'elenco delle 15 nuove opere pubbliche complesse da commissariare, nell'ambito del cosiddetto ‘Sblocca cantieri'. L'ATI si è aggiudicata la gara, una procedura negoziata senza bando con il criterio del minor prezzo sull'importo a base d'asta, tra una rosa di 9 concorrenti- sulle 14 manifestazioni di interesse pervenute. 

L'appalto rientra nel quadro economico dell'opera denominata "Lavori per il completamento dell'infrastrutturazione portuale, relativamente alla realizzazione della colmata nell'area posta tra la radice del Molo polimeri e la foce del canale fiume Grande" a valere sul Programma di interventi infrastrutturali in ambito portuale sinergici e complementari al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), per un importo di circa 43 milioni di euro (quadro economico complessivo). Si tratta, spiega l'Authority portuale, della somma più rilevante di procedure d'appalto avviate in un porto nel sud Italia, dopo Palermo. 

"È la regina di tutte le opera - commenta Patroni Griffi -, il pilastro fondamentale su cui si poggia il progresso infrastrutturale del porto. In poco più di un anno, da quando cioè il Governo ha incluso l'intervento tra le 15 opere fondamentali per il progresso del Paese, abbiamo fatto ciò che non ci è stato consentito di fare per oltre 6 anni. Tempo perso inutilmente e sottratto alla rinascita del porto di Brindisi e della sua economia. Impiegheremo un anno per il posizionamento delle palancole metalliche, subito dopo avvieremo il secondo lotto: l'escavo dei fondali. La realizzazione della cassa di colmata - conclude il presidente dell'AdSP - ci consentirà, finalmente, di stilare un programma plausibile per la realizzazione dei nuovi degli accosti di sant'Apollinare, un'opera che ci chiedono non solo tutti gli operatori, ma anche molte importanti compagnie di navigazione pronte ad incrementare i traffici del porto di Brindisi".

L'AdSP MAM, una volta realizzata la cassa di colmata, tra un anno, potrà avviare il dragaggio per avere fondali più profondi nelle aree maggiormente operative:
• da circa -8.0 mt (batimetria media attuale) a -12.0 sotto il livello del mare, nell'area di S. Apollinare;
• da circa -11mt (batimetria media attuale) fino a -14.0 sotto il livello del mare, lungo il canale di accesso al porto interno;
• da circa -11mt (batimetria media attuale) fino a -14.0 sotto il livello del mare, nell'area di contorno alle calate di Costa Morena.

In un sito SIN (Sito di Interesse Nazionale, caratterizzato da aree potenzialmente contaminate molto estese classificate come "dannose" dallo Stato italiano), quale è Brindisi, infatti, lo strumento maggiormente sostenibile, dal punto di vista sia finanziario sia ambientale, che la Legge indica per gestire i materiali rivenienti dai dragaggi in aree estese è, appunto, la realizzazione di una vasca di colmata. 

Nel nuovo progetto, oltre alla riduzione delle dimensioni in pianta della cassa, si è lavorato per aumentare in modo significativo la superficie permeabile e ridurre il volume della cassa di circa 150.000 metri cubi. Ciò comprende anche la riduzione del fronte di attracco, l'espansione del canale (da 45 metri a 130 metri) e una diversa sistemazione dei confini terrestri e della sponda occidentale del canale. Qui saranno piantati alberi e arbusti in un design simile a "dune" per proteggere l'area dal traffico veicolare. Queste azioni rappresentano interventi di riqualificazione paesaggistica in linea con quanto previsto nell'ambito del "Progetto di valorizzazione e riqualificazione integrata dei paesaggi costieri" nel Piano Paesaggistico Territoriale Regionale vigente.

Il progetto darà vita a un parco verde costiero che coprirà un'area di circa 50.000 metri quadrati e che potrà ospitare la flora e la fauna selvatica, oltre a essere accessibile al pubblico, con un impatto visivo e ambientale significativo. L'area verde sarà attraversata da una passeggiata pedonale lunga circa 670 metri, collegando l'accesso stradale alla nuova foce del Fiume Grande.
 

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