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14 ottobre 2019, Aggiornato alle 10,53
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Brexit sulla Manica, trasportatori temono code chilometriche

Caos e tempi lunghi potrebbero essere causati dai divergenti processi doganali tra Regno Unito e Francia se dovesse mancare l'accordo con la Ue


 Il responsabile della politica globale ed europea presso la Fta (Freight Transport Association) Pauline Bastidon ha dichiarato a The Loadstar di temere che, in conseguenza della Brexit, gli autisti possano cadere in un circolo vizioso su entrambi i lati della Manica in conseguenza dei divergenti processi doganali senza accordo. "Ai sensi dei programmi, la documentazione per le esportazioni dirette a Calais sarà preinserita nei sistemi informatici, con l'idea di validarla in seguito una volta che questi veicoli siano stati imbarcati sui traghetti" afferma. 

"Alcuni sistemi informatici – dice Bastidon – sono pronti a farlo, ma altri non lo sono, il che significa che dal lato di Calais gli autisti potrebbero ritrovarsi con spedizioni non sdoganate che li intrappolerebbero in porto". Gli autisti che dovessero incappare in questo impiccio, spiegano lloydsloadinglist.com e Cisco, non disporrebbero della corretta documentazione per far ritornare le spedizioni nel Regno Unito, lasciandogli l'opzione di restare nel porto francese oppure di abbandonare il proprio carico. Lasciare il proprio carico a Calais naturalmente farebbe incorrere in addebiti per controstallie, cosa che aumenterebbe i suoi problemi. 

"Ciò pone un vero e proprio circolo vizioso per gli autisti e ci sono diversi problemi a questo riguardo poiché i trasportatori di per se stessi non sono responsabili della mole di documenti" afferma la Bastidon. "Di queste carte sono responsabili le imprese e non i trasportatori o gli autisti ed occorre che il governo faccia un lavoro migliore perché ciò sia noto". La Bastidon aggiunge che in reazione alla confusione i trasportatori potrebbero rifiutare le spedizioni per paura di cadere in un tale impiccio. 

Questa opinione è stata ripresa dal responsabile delle dogane ed imposte alla Gefco, Olivier Thourad, che nota che potrebbero esserci anche enormi code dal lato di Dover della traversata della Manica. "Esiste il concreto rischio di ritrovarsi con un mucchio di camion in attesa dal lato del Regno Unito perché, pur avendo la documentazione di esportazione del Regno Unito, gli manca la documentazione dell'Unione Europea" ha dichiarato Thourad a The Loadstar. "E ci sono solo 100 posteggi a Dover, mentre dal lato di Calais ci sono posteggi per 50 veicoli in attesa, e se dovessero uscire per andare a Calais potrebbero anche doversi fermare là". 

I timori di Thourad corrispondono alle previsioni contenute nei documenti governativi riservati visti dal Financial Times, i quali suggerivano che le colonne fuori da Dover potrebbero estendersi per 150 chilometri. Un modo ovvio per evitare ciò sarebbe quello di poter disporre di agenti doganali addestrati che preparino la documentazione per i caricatori. Tuttavia, il governo del Regno Unito è stato lento nel riconoscere tale modalità e poiché l'addestramento richiede due anni per essere completato, il paese si trova a fronteggiare una carenza di nuovi assunti addestrati.