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Logistica

Brexit senza accordo: lo scenario peggiore per le automotive

Il personale delle dogane potrebbe aumentare del 12 per cento e il just in time ne risentirà. La digitalizzazione viene in soccorso. Il punto di ECG

(Fabian Oefner)

I produttori e i trasportatori di auto potrebbero essere duramente colpiti dalla Brexit, che si fa sempre più incerta sulle modalità di esecuzione. I rapporti con le dogane cambieranno, le quali prevedono fino al 12 per cento di assunzioni in più per far fronte all'aumento delle procedure verso un Paese, il Regno Unito, in futuro non più membro dell'Unione europea, a meno di un nuovo referendum che ribalti il tutto. L'esito peggiore sarebbe un'uscita senza accordo. L'ECG, l'associazione europea dei veicoli logistici specializzati nel trasporto di automobili, ha analizzato tutti questi scenari nel corso di un'assemblea con gli stakeholders tenutasi il 13 marzo nel porto di Zeebrugge, che si trova proprio di fronte le coste dell'isola di Inghilterra.

Con la Brexit cambia il just in time 
I costruttori di veicoli sono sparsi in Europa in 300 impianti di assemblaggio e produzione, di cui 30 si trovano nel Regno Unito. Nel caso in cui questo Paese non dovesse più essere uno Stato membro, nell'ambito logistico sarà la catena del just in time a risentirne: i controlli alle frontiere e i casi di congestione nei porti aumenteranno e sarà più complicato garantire una produzione in linea con la distribuzione. 

Per Erik Jonnaert, segretario generale di ACEA, l'associazione europea dei costruttori di automobili, è fondamentale che ci sia un quadro giuridico chiaro. «L'impatto di una Brexit senza accordo sarebbe catastrofico per l'industria automobilistica», ha detto. 

Il porto di Zeebrugge, per esempio, ha detto ai membri di Ecg che attraverso la piattaforma di condivisione dei dati, la RX SeaPort, si cercherà di ridurre al minimo l'impatto della Brexit. In sostanza, si cerca, attraverso la digitalizzazione, di tamponare l'aumento esponenziale della burocrazia.

Un po' di numeri
L'81,5 per cento della produzione automobilistica del Regno Unito viene esportata, di cui il 51 per cento verso gli Stati membri dell'Ue. I paesi dell'Ue rappresentano l'85 per cento del volume delle importazioni di autovetture nel Regno Unito, per un valore di quasi 36 miliardi di euro.
Circa 13,3 milioni di persone, pari al 6,1 per cento della popolazione occupata europea, lavorano nel settore automobilistico. Il settore contribuisce al 6,8 per cento del Pil dell'Ue. In totale, l'industria automobilistica impiega circa 856 mila persone in tutto il Regno Unito. Il settore aggiunge 20,2 miliardi di sterline in valore all'economia del Regno Unito.

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Tag: ecg - automotive - brexit