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30 ottobre 2020, Aggiornato alle 15,24
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Blu economy cresce il doppio rispetto al resto d'Italia. Il punto di Shipping and the Law

Ottimismo nelle previsioni per il futuro del settore negli interventi di Roberto Fico e Mario Mattioli

Mark Clough e Francesco Lauro

Il settore marittimo ha registrato negli ultimi anni una crescita doppia rispetto al resto dell'economia italiana. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, nel corso del suo intervento a Shipping & the Law, evento organizzato a Napoli dallo Studio Lauro. Dati che incoraggiano previsioni positive per il futuro, come ha ribadito Mario Mattioli, presidente della Confederazione Italiana Armatori, che nel corso del dibattito sul tema "Shipowner's vision of the future", ha affermato di essere ottimista riguardo ad una ripresa dei mercati marittimi che già nel 2017 hanno registrato un trend di crescita.

Il commento di Roberto Fico

"La blue economy, cui anche l'Unione Europea sta dedicando una attenzione crescente – ha detto il presidente Fico – costituisce un importante volano di sviluppo. Ne sono testimonianza alcuni dati obiettivi: le imprese dell'economia del mare sono cresciute negli ultimi cinque anni di circa l'8% a fronte di un calo dell'1% del numero totale di imprese. 

Dieci imprese della blue economy su 100 sono guidate da giovani di età inferiore ai 35 anni; 20 su 100 sono a guida femminile e 6 su 100 a guida straniera, dati tutti superiori alla media nazionale - ha sottolineato Fico - La blue economy rappresenta circa il 3% del Pil - l'1% il settore dello shipping in senso stretto (imprese armatoriali e di trasporto marittimo) - registrando negli ultimi anni una crescita doppia rispetto al resto dell'economia italiana; registra oltre 800 mila occupati, pari al 3,5% dell'occupazione complessiva nazionale.

Se si considera inoltre l'impatto su altri settori economici, l'economia "blu" complessivamente considerata sfiora il 10% del totale del PIL italiano. Oggi – ha concluso Fico – ci sono sfide enormi e importantissime anche sul riciclo delle navi, sul fronte occupazionale, sul dumping salariale, ci sono tante opere da mettere in pratica".

Il commento di Mario Mattioli

Mario Mattioli ha affermato che affinché lo shipping italiano possa cogliere le opportunità dei mercati, è fondamentale che la flotta possa contare su uno strumento normativo fondamentale per garantire la sua competitività e cioè il Registro Internazionale Italiano, istituito in Italia nel 1998, in linea con gli orientamenti dell'Ue che miravano a restituire competitività alle flotte mercantili dei paesi membri e a rilanciare l'occupazione.

"Il Registro internazionale si è rivelato uno strumento di grande successo per lo sviluppo dello shipping italiano. Ciò è dimostrato dal fatto che in 20 anni la flotta è raddoppiata ed è una delle flotte di bandiera più importanti al mondo, ai primi posti tra quelle dei principali paesi industriali che fanno parte del G20".

In proposito, il presidente Mattioli ha sottolineato che è assurdo classificare le misure a favore dell'armamento come sussidi ambientalmente dannosi motivando tale affermazione sul fatto che con il raddoppio della la flotta sono raddoppiate anche le emissioni inquinanti. "Tutti sanno che il trasporto marittimo è il meno inquinante per unità di merce trasportata, e comunque se la flotta mercantile italiana non sarà più in grado di competere sui mercati mondiali, di certo verrà soppiantata da altre marine, più competitive e potenzialmente più inquinanti".
 

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