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30 settembre 2020, Aggiornato alle 20,26
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Autotrasporto, nuove accise sulle stazioni interne

Da aprile rincari per i distributori di piazzale superiori ai 5 metri cubi. Per Trasportounito una misura draconiana che si sarebbe potuta ammorbidire


A partire da aprile le imprese di autotrasporto che utilizzano i distributori di carburante dei loro piazzali subiranno un aumento delle accise. La misura interessa i distributori superiori ai 5 metri cubi ed è prevista, sulla base dei nuovi adempimenti decisi dal governo, e prevede la presentazione di una istanza/denuncia dell'attività di erogazione agli uffici delle Agenzie delle Dogane competenti per il territorio, nonché la tenuta del registro di carico e scarico e la conseguente dichiarazione di fine anno.

Una misura unilaterale per Trasportounito, seconda la quale fra istanze, regolamentazioni comunali, verifiche dei vigili del fuoco, controlli e comunicazioni, ci sarà un rincaro complessivo di 30 milioni di euro annui per il settore dell'autotrasporto. Le imprese che non si metteranno in regola, a partire dai consumi di carburante effettuati dal prossimo mese di aprile, non potranno beneficiare del recupero trimestrale delle accise.

«Pur condividendo l'esigenza di regolamentare al meglio l'uso dei carburanti - sottolinea Maurizio Longo, segretario nazionale di Trasportounito - ancora una volta è stata scelta la strada peggiore, quella che transita attraverso un metodo repressivo, nonché l'imposizione di obblighi, adempimenti e sanzioni. Si sarebbero raggiunti gli stessi risultati - conclude Longo - garantendo però all'autotrasporto contropartite in materia di acquisti collettivi di carburante, procedure semplificate e contenimento dei costi. Ma come sempre accade, è più facile imporre nuova burocrazia, controlli e sanzioni, che guardare in faccia la realtà e condividere soluzioni di prospettiva».