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13 dicembre 2019, Aggiornato alle 15,54
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Autotrasporto, Fai: "Non pagate la seconda rata ART"

L'associazione aderente a Conftrasporto invita gli associati ad astenersi dal contributo per l'Autorità di Regolazione dei Trasporti, in attesa della sentenza sul ricorso prevista per gennaio


In attesa della sentenza sul ricorso, che dovrebbe arrivare a gennaio, la Fai-Conftrasporto invita i suoi associati a non pagare la seconda tranche del contributo all'Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art), istituto nato nel 2013 e fin da subito visto dal cluster trasportistico, anche marittimo, come un doppione di altre autorità. «In merito alla richiesta di pagamento che le imprese di autotrasporto stanno ricevendo in questi giorni via posta certificata - spiega la Fai in una nota -, si evidenzia che la situazione non è mutata rispetto alle nostre precedenti comunicazioni in tema. In attesa della decisione sul merito del ricorso presentato dalla Fai, prevista per gennaio 2020, di norma l'ART non è solita avviare azioni di recupero verso le imprese inadempienti, per cui si può ragionevolmente ritenere che ciò accadrà anche in questa occasione».

La Fai spiega che le aziende di autotrasporto, di fronte alle richiesta di pagamento dell'ART, possono fare tre scelte:

1. non effettuare il pagamento né la comunicazione dei dati, inviando all'ART, via raccomandata o posta elettronica certificata, una lettera in cui se ne spiegano le ragioni (la Fai ha a disposizione un'email fac simile);
2. versare la quota per un fine «meramente cautelativo», inviando anche in questo caso all'ART una lettera in cui ci si riserva di chiedere la restituzione di quanto pagato aumentato degli interessi di legge, anche in via giudiziale. In questo caso, l'impresa dovrà necessariamente provvedere anche alla comunicazione dei dati richiesti dall'ART.
3. non pagare e non comunicare nulla in attesa della sentenza che, come già scritto, è prevista per gennaio 2020.