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20 settembre 2020, Aggiornato alle 16,15
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Autorità portuale di Napoli, assolti in tre

L'ex presidente Nerli, con l'allora segretaria Convertino e il segretario generale Capogreco, prosciolti dall'indagine per concussione: il fatto non sussiste


Assolti perché il fatto non sussiste. Dopo otto anni di vicende giudiziarie la prima sezione penale del tribunale presieduta da Francesco Pellecchia ha assolto tre ex vertici dell'Autorità portuale di Napoli: di allora, il presidente Francesco Nerli (foto), il segretario generale Pietro Capogreco e la segretaria di Nerli Vita Convertino. Tutti prosciolti dall'ipotesi di concussione per delle presunte pressioni ad acquistare biglietti per la partecipazione a cene di finanziamento elettorale per Bassolino e i Ds. Nerli è stato difeso dall'avvocato Alfonso Maria Stile, Capogreco da Massimo Krogh e Cesare Placanica del foro di Roma. Convertino da Andrea Abbagnano Trione.

La sentenza del tribunale ha un significato importante per l'Autorità portuale di Napoli la quale, all'indomani dell'inizio dell'indagine, è stata commissariata. C'è da precisare però che non si tratta del commissariamento in cui si trova ancora oggi, iniziato invece tre anni e sette mesi fa (marzo 2013).

Il pm Maria Sepe aveva chiesto una condanna a tre anni e mezzo per Nerli, tre per Capogreco e due anni e sei mesi per Convertino. «Massima soddisfazione», commenta l'avvocato Stile, «dopo oltre otto anni finalmente è arrivata la sentenza che ci aspettavamo, basti pensare che nessuno degli oltre dieci operatori portuali coinvolti come persone offese ha mai dichiarato di essersi sentito in qualche modo costretto o indotto a rilasciare quei contributi elettorali ma di averli elargiti spontaneamente e peraltro mai su richiesta diretta di Nerli o altre persone».