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08 aprile 2020, Aggiornato alle 16,16
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Autisti di camion cercasi, ma non è facile trovarli

Da uno studio emerge che il 32,8 per cento degli imprenditori ha molte difficoltà a coprire questi posti di lavoro


Camionisti cercasi. E non è facile trovarli. Dall'elaborazione effettuata dall'Ufficio studi della CGIA Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) su dati Unioncamere-ANPAL, risulta infatti che il 32,8 per cento delle assunzioni previste sono di difficile reperimento a causa dell'impreparazione dei candidati o, addirittura, per la mancanza degli stessi. Su poco meno di 500 mila assunzioni previste a gennaio di quest'anno, il 32,8 per cento degli imprenditori intervistati ha segnalato che, probabilmente, troverà molte difficoltà a "coprire" questi posti di lavoro (poco più di 151.300), di cui il 15,7 per cento a causa della mancanza di candidati (poco meno di 72.500) e un altro 13,8 per cento per la scarsa preparazione (circa 63.700).

"L'offerta di lavoro si sta polarizzando – spiega il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo – da un lato gli imprenditori cercano sempre più personale altamente qualificato, dall'altro figure caratterizzate da bassi livelli di competenze e specializzazione. Se per i primi le difficoltà di reperimento sono strutturali a causa anche dello scollamento che in alcune aree del Paese si è creato tra la scuola e il mondo del lavoro, i secondi, invece, sono profili che spesso i nostri giovani rifiutano e solo in parte vengono coperti dagli stranieri". 

Pare che da qualche anno i giovani non vogliano più fare gli autisti di mezzi pesanti, sia perché il costo per ottenere la patente C o D e la "Carta di Qualificazione del Conducente" (CQC) ha una dimensione importante che oscilla tra i 2.500 e i 3.000 euro, sia perché è una professione estremamente faticosa. Alle ore di guida spesso si accompagnano anche quelle necessarie per compiere le operazioni di carico e scarico della merce trasportata. La difficoltà di trovare degli autisti di mezzi pesanti è una delle tante contraddizioni che caratterizzano questo settore che negli ultimi 10 anni ha perso quasi 25 mila padroncini, anche se oggi fatica a reperire giovani disponibili a mettersi alla guida di un Tir come dipendenti.