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19 febbraio 2020, Aggiornato alle 18,15
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Austria sovranista sull'autotrasporto: Borsa alpina e stop al turismo da rifornimento

Il nuovo, inedito governo Verdi-OEVP presenta un programma che limita il traffico in transito e privilegia quello interno, rischiando di indebolire quello dell'Alto Adige

Sebastian Kurz, leader dell'OEVP e cancelliere, e Werner Kogler, leader dei Verdi

di Paolo Bosso

Incremento della quota ferro tramite una Borsa dei transiti alpini; tetto minimo, non massimo, del pedaggio; contenimento del "turismo da rifornimento" e protezione dell'approvvigionamento interno a scapito delle merci in transito. Sono alcune delle proposte del nuovo governo austriaco per l'autotrasporto. Misure articolate, che limitano il traffico in transito e privilegiano quello interno, a scapito della circolazione delle merci provenienti dal Nord Est Italia. 

Il 4 gennaio il partito austriaco dei Verdi ha dato il via libera al governo di coalizione con il partito popolare OEVP. Un'alleanza del tutto nuova, non avendo mai i due partiti governato insieme. Qualche giorno prima, il 2 gennaio, è stato presentato il programma di governo, l'Aus Verantwortung für Österreich, Regierungsprogramm 2020–2024 (Responsabilità per l'Austria, programma governativo 2020-2024). Contiene alcune importanti regole sulla circolazione e il rifornimento dei mezzi pesanti che, se approvati o confermati (alcuni sono già in vigore), potrebbero incidere negativamente sull'autotrasporto del Brennero e, più in generale, sulla competitività dell'Alto Adige.

A pagina 131, sotto la voce "Trasportare merci in armonia con l'ambiente e combattere il problema dei transiti", ci sono misure che interessano la circolazione dei camion merci. Li riassumiamo.

• pedaggio minimo calcolato sulla base dell'impatto ambientale del mezzo;
• Borsa dei transiti alpini per contenere il numero dei transiti stradali o per spostarli su ferrovia;
• revisione della direttiva Ue sui costi delle strade e della tassa Eurovignetta;
• pedaggio di corridoio tra Monaco e Verona per adeguare i costi ad altri transiti alpini come la Svizzero;
• mantenimento dei divieti di circolazione settoriali per "mantenere la sicurezza del traffico degli approvvigionamenti", ovvero: dosaggio dei camion alle frontiere esterne, divieto notturno e festivo di circolazione, divieti per la classe Euro;
• promulgazione di divieti di circolazione locali – ad eccezione del traffico di destinazione e origine) per contenere il "turismo da rifornimento".

Secondo il presidente di Anita, Thomas Baumgartner, che ha scritto una lettera aperta agli assessori provinciali dell'Economia e dei Trasporti altoatesini, questa parte del programma del nuovo governo austriaco rappresenta una politica discriminatoria dei trasporti, che se si dovessero concretizzare non porterebbero semplicemente «danni al settore dei trasporti ma piuttosto alla competitività dell'Alto Adige e dell'Italia. Il 70 per cento delle esportazioni italiane in tonnellate – si legge nella lettera – va in Europa, la maggior parte nel Nord Europa e di conseguenza attraverso il Brennero. Anche le esportazioni dell'Alto Adige dipendono fortemente dai mercati tedesco e nord europeo». Secondo Baumgartner «sarebbe logico che anche le esportazione austriache verso l'Europa o all'estero, che sono inevitabilmente traffico di transito per altri Paesi europei, dovrebbero essere soggette alle stesse limitazioni e tassazioni».