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07 luglio 2020, Aggiornato alle 15,57
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Armatori e banche, la posizione di Confitarma

Il presidente della Confederazione, Emanuele Grimaldi, ha ritenuto opportuno fare chiarezza a seguito di recenti notizie sul tema riportate su alcuni organi di informazione specializzata 


Sulle pagine telematiche dell'Agenda Confitarma, Emanuele Grimaldi, presidente della Confederazione nazionale degli armatori, ha ritenuto opportuno fare chiarezza a seguito di recenti notizie e dichiarazioni riportate su alcuni organi di informazione specializzati in merito ai rapporti tra armatori italiani e sistema bancario. "Innanzitutto – spiega Grimaldi - è bene chiarire che non esiste alcuna correlazione tra le vicende politiche Italiane, in particolare all'esito della consultazione referendaria, e l'attività di shipping, dato che la domanda di logistica ed in particolare il commercio internazionale, attività su cui è impiegata in maniera cospicua la flotta Italiana, sono influenzate da fenomeni ben diversi.

Inoltre – aggiunge il presidente di Confitarma - è bene ricordare che le ripetute crisi dei sistemi bancari non riguardano solo il nostro Paese ma sono fenomeni generalizzati che hanno coinvolto importanti gruppi bancari europei. È evidente che senza supporto finanziario gli armatori non potrebbero avviare i programmi di investimento che rendono competitiva la flotta, anche dal punto di vista qualitativo e tecnologico. Ed è per questo che da 10 anni, Confitarma continua a svolgere un ruolo attivo verso il sistema bancario italiano ed internazionale, consolidando una relazione fondata sul principio della mutua partnership. In proposito, preciso che il nostro sistema bancario appare adeguatamente capitalizzato e che, proprio grazie ai fattivi rapporti di collaborazione tra Confitarma ed ABI, concretizzatesi in un "Tavolo Tecnico" permanente tra le due Associazioni, si è sviluppato un confronto proattivo che sta consentendo al nostro settore di affrontare con serenità e compattezza il difficile trend che ormai si prolunga da oltre il quinquennio.

Tale attività – sottolinea Grimaldi - ha consentito un approccio in chiave sistemica di processi di ristrutturazione finanziaria di molte imprese armatoriali associate e fino ad oggi, ad esclusione di quei fallimenti causati da fenomeni traumatici ed imprevisti, la quasi totalità delle aziende è riuscita a preservare la propria continuità. Aggiungo che nella quasi totalità dei casi, si è trattato di processi di ristrutturazione finanziaria e rischedulazione dei propri finanziamenti, avvenuta di comune accordo con il sistema bancario, che ha interessato un piccolo numero di armatori. La dimostrazione del fatto che la situazione, pur essendo molto difficile, è comunque sotto controllo, è data proprio dalla flotta mercantile di bandiera italiana che mantiene la sua posizione con quasi 16,5 milioni di gt. Da statistiche internazionali (Clarksons Research) – conclude Grimaldi - si rileva che le altre flotte di bandiera dell'Unione europea hanno invece registrato riduzioni notevoli nel corso dell'anno".