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18 maggio 2024, Aggiornato alle 18,37
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"Archeovisio", tesori sommersi nel progetto della Guardia Costiera

Virtual reality per valorizzare il patrimonio storico ed ambientale, divulgando al contempo l'attività di tutela e di vigilanza esercitata dalle Capitanerie di Porto


In occasione del settimo convegno nazionale di Archeologia Subacquea tenutosi nei giorni scorsi a La Maddalena, è stato presentato l'innovativo progetto "Archeovisio" delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. Avviato nel novembre 2022, il progetto si propone di valorizzare il patrimonio costiero e sommerso (storico-archeologico ed ambientale), divulgando al contempo l'attività di tutela e di vigilanza esercitata dalle Capitanerie di Porto,  annoverata tra i suoi compiti d'istituto. I filmati, realizzati mediante appositi strumenti video a 360°, con il coinvolgimento dei Nuclei Subacquei, consentono di esplorare in virtual reality vari siti sommersi di interesse turistico-culturale nel territorio nazionale.

Tra questi ricordiamo il Parco Archeologico Sommerso di Baia e Gaiola (Napoli), l'itinerario archeologico subacquei di Pantelleria (Trapani), i relitti attribuibili a naves lapidariae di Stintino (Sassari), San Pietro in Bevagna (Taranto) e Porto Cesareo (Lecce), il porto e santuario di Pyrgi (Roma), il giacimento di anfore a Cala Reale (Sassari) e il noto relitto di Albenga A presso l'Isola Gallinara (Savona), di particolare importanza anche per la "storia degli studi" dell'archeologia subacquea italiana. Qui, negli anni 50, l'archeologo Nino Lamboglia, pioniere e fondatore della moderna scienza archeologica subacquea, sperimentò le sue tecniche e metodologie di indagine per lo scavo dei relitti sommersi, dischiudendo così gli orizzonti alle nuove ricerche sui fondali.